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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 868
MODICA - 11/12/2007
Attualità - Modica - Dati forniti dalla Caritas Migrantes

Oltre 1300 immigrati in città:
incremento del 39% rispetto
allo scorso anno

265 i minori, 170 dei quali sono nati in Italia Foto Corrierediragusa.it

Sono 1325, vale a dire un + 39% rispetto al 2006. Stiamo parlando degli immigrati presenti nella città di Modica, che, stando ai dati della Caritas Migrantes divulgati nel corso di un incontro tenutosi nel salone della Parrocchia del Sacro Cuore (nella foto) sono meno numerosi rispetto agli emigranti modicani all’estero, stimati in 3734, pari al 6,9% della popolazione.

Modica, dunque, città d’emigranti e non d’immigrati, che conferma i dati regionali, sfatando il mito dell’?invasione degli extracomunitari’ in Italia. Dei 1325 immigrati presenti, in possesso di regolare permesso di soggiorno, il 54,7% è di sesso maschile e il restante 45,3% di sesso femminile, per un’incidenza sulla popolazione del 2,5%.

I minori sono 265, dei quali, però, 170 nati in Italia, vale a dire figli di immigrati, ma a tutti gli effetti italiani perché nati e vissuti a Modica. Variegata la provenienza degli extracomunitari che scelgono di trasferirsi nella città della Contea: in primo luogo si tratta di marocchini con una percentuale del 26,6% del totale degli extracomunitari; al secondo posto ci sono gli albanesi con una percentuale del 18,3%, seguiti a ruota, con un 15%, di tunisini. La Cina si attesta solo al quarto posto, con 6,7% di cinesi, che distanziano di poco gli ucraini che ammontano al 6,2% degli extracomunitari a Modica, anche se la popolazione cinese è una comunità un po’ chiusa in se stessa e probabilmente molto rimane nel sommerso.

A presentare il Dossier statistico 2007, XVII rapporto sull’immigrazione della Caritas Migrantes il referente della Caritas per la regione Sicilia, Vincenzo La Monica, che ha sottolineato con esempi concreti come tutti i luoghi comuni sugli immigrati come quello che li vede rubare il lavoro agli italiani, che vengano nel nostro Paese solo per delinquere, che siano meno ?acculturati’ di noi ed anche meno intelligenti, siano delle errate etichette che in altri tempi venivano affibbiate agli italiani all’estero, e ai siciliani in particolare.

«Luoghi comuni - ha detto La Monica - che possono essere facilmente sfatati solo constatando, ad esempio, che gli immigrati regionali incidono per il 6,1% del Pil, producendo, quindi, e non rubando lavoro, peraltro impiegati in quei settori che vengono ?snobbati’ dagli italiani: agricoltura, edilizia, ristorazione. E si tratta per il 93% dei casi a Modica di persone che l’hanno scelta per viverci con la famiglia, o perché hanno già trovato un lavoro regolare; basti pensare che la provincia di Ragusa è la prima per assunzioni in Sicilia, dove grazie agli immigrati nel 2007 si sono creati 1437 nuovi posti di lavoro, di cui 731 per le donne».

Padre Salvatore Giordanella, parroco della parrocchia del Sacro Cuore, ha quindi lanciato un messaggio di pace e fraternità spiegando che il compito dell’Ufficio Missionario è quello di aprirsi agli altri creando ponti di comunione fra le genti di diversa cultura e provenienza, mentre il dott. Carmelo Stornello, presidente del Meic di Modica, ha sottolineato l’importanza di un dialogo con gli immigrati, di cultura e formazione diverse dalla nostra, «perché - ha detto, ricordando le sommosse francesi della popolazione straniera - a nulla serve una politica di ?accettazione’ dell’?altro’ senza un dialogo, primo passo verso l’integrazione. Non basta, come hanno fatto altri Paesi, dare una casa all’immigrato, ma la società deve prendere atto delle differenze culturali e creare un dialogo, che non vuol dire appiattimento».