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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:15 - Lettori online 1066
MODICA - 28/08/2010
Attualità - Modica: si sgretolano edifici nobiliari, chiese e case private

Quartieri degradati: la "capanna" di vico Aurnia a Modica

La zona di Sant’Andrea è abbandonata. I residenti protestano
Foto CorrierediRagusa.it

Pezzi di palazzi nobiliari, chiese, edifici pubblici e case private che si sgretolano. Crolli che si registrano con crescente frequenza e che solo per mera fortuna non hanno finora causato vittime in centro storico. Interi quartieri lasciati nel degrado, nonostante le reiterate lamentele dei residenti. Non sono giorni tranquilli per l’amministrazione, che, tuttavia, è ben lungi dal trovare le soluzioni.

L’elefantiaca lentezza con cui si muove la maggior parte della squadra assessoriale del sindaco Antonello Buscema, ha indotto il consigliere comunale di Sinistra, ecologia e libertà Vito D’Antona a presentare un’interrogazione urgente per sapere come e quando la giunta di palazzo San Domenico intende risolvere queste problematiche, che, con le piogge della stagione invernale, tra pochi mesi, rischiano di degenerare. Come nel caso del popoloso quartiere di Sant’Andrea, nel cuore del centro storico, lasciato nell’abbandono assoluto. Proprio in quella zona, difatti, poco meno di un anno fa si verificarono i crolli parziali di due case fatiscenti.

Da allora, nulla è stato fatto per la messa in sicurezza della zona. Gli operai comunali si sono limitati alla realizzazione di una sorta di «capanna» di legno (nella foto, TUTTI I DIRITTI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA), lungo un breve tratto di strada, per mettere al riparo i passanti da eventuali distacchi di calcinacci. Questa soluzione, che non garantisce di certo la sicurezza al cento per cento, si è rivelata fastidiosa e antiestetica per uno dei quartieri che dovrebbe essere invece il fiore all’occhiello della città. Da palazzo San Domenico hanno fatto sapere che dovrebbero essere i proprietari delle abitazioni fatiscenti a provvedere alla messa in sicurezza, ma , a quanto pare, questi proprietari risulterebbero irreperibili.

Intanto i residenti fanno altresì i conti con la mancata scerbatura della zona, con perdite d’acqua sempre più copiose e con una illuminazione pubblica pressoché assente. Da qui l’idea di D’Antona, che, ancora una volta, propone l’estensione anche per Modica della vecchia legge che rese possibile la riqualificazione di Ragusa Ibla. Una causa perorata anche da altri esponenti politici. Ma la giunta annaspa, mentre gli edifici cadono a pezzi.