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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 432
MODICA - 29/08/2010
Attualità - Modica: il "casus belli" della richiesta di commissariamento del comune di Modica

Buscema a Dipasquale: "Non vado via". Scarso chiede dimissioni di Manno

In difesa del sindaco di Modica anche Digiacomo, Minardo e il Pd
Foto CorrierediRagusa.it

Come volevasi dimostrare, il «casus belli» del commissariamento del comune di Modica chiesto dall’Ato ambiente alla Regione per il debito di 9 milioni maturato da palazzo San Domenico , è diventato un caso politico. Alle richieste di dimissioni del sindaco di Modica Antonello Buscema (nella foto) avanzate dal suo omologo di Ragusa Nello Dipasquale e dal presidente del collegio dei liquidatori dell’Ato Fulvio Manno, replicano lo stesso Buscema, l’on Riccardo Minardo, il deputato regionale Pd Pippo Digiacomo e il capogruppo consiliare di Mpa a palazzo San Domenico Carmelo Scarso.

Quest’ultimo rilancia, e chiede che sia Manno a lasciare il suo incarico, a causa delle considerazioni espresse sul primo cittadino modicano e che l’avvocato Scarso reputa essere «Gravissime ed offensive di tutta la città, che ha dato fiducia a Buscema, votandolo alle ultime amministrative». Secondo Scarso, il presidente del collegio dei liquidatori dell’Ato ha, con le sue dichiarazioni, «Calpestato le regole della democrazia, evitando di guadare in casa propria visto che la nomina del Manno – si legge testualmente nella nota diramata da Scarso – è frutto degli accordi e dei compromessi di corridoio dei palazzi del potere, che, come tutti sanno, hanno nei riferimenti partitici i titoli di merito, a prescindere dall’ adeguatezza e dalla capacità dei soggetti».

Il capogruppo consiliare di Mpa esorta quindi Manno a scusarsi con Modica e a dimettersi dalla carica. Riccardo Minardo, dicendosi esterrefatto dalle dichiarazioni di Manno, lo invita al rispetto dei ruoli e delle istituzioni. Spezza una lancia in favore di Antonello Buscema anche il deputato regionale Digiacomo, secondo cui «E’ molto difficile che un sindaco, in soli due anni dall’insediamento, possa rimediare ai disastri provocati da una classe dirigente che ha messo a ferro e fuoco e saccheggiato il comune modicano. Chiedere al sindaco Buscema di rientrare velocemente da un debito così cospicuo – prosegue Digiacomo – è come pretendere dal nuovo direttore generale dell´Asp di Ragusa Gilotta di risistemare in qualche settimana una sanità disastrata, intrisa di favoritismi e raccomandazioni.

Senza dimenticare – prosegue Digiacomo – una compensazione per mobilità di circa 25 milioni di euro che dobbiamo pagare ad altre Asp. Tutto questo perché della sanità iblea che ci ha lasciato il direttore generale Manno, i cittadini della provincia di Ragusa non si fidano e preferiscono andare a farsi curare fuori. Credo quindi che il dottore Manno – conclude il deputato del Pd – debba andarci più cauto con certe dichiarazioni ed essere al contempo più rispettoso di chi è stato eletto liberamente dal popolo».

Lo stesso sindaco di Modica ha a sua volta risposto con una lunga lettera aperta a Manno, paventando che «Il sistema della gestione dei rifiuti in Provincia di Ragusa sta degenerando verso un inevitabile quanto drammatico deterioramento dei rapporti tra gli amministratori dell’Ato e gli stessi soci, fino a determinare un prevedibile scontro istituzionale, che, a breve, renderà difficilmente gestibile la situazione complessiva.

Tutto questo – prosegue Buscema – perché il Collegio del liquidatori dovrà verosimilmente chiedere anche per gli altri comuni che presentano una situazione debitoria non dissimile dalla nostra, l’attivazione dei poteri sostitutivi, ovvero il commissariamento. Di questo passo – aggiunge Buscema – Manno intende forse decidere in maniera unilaterale che tutti gli organi democraticamente eletti in Provincia di Ragusa se ne devono andare a casa? È di tutta evidenza come l’azione intrapresa nei confronti di Modica – conclude il sindaco – non solo è un esempio di cattiva gestione della società d’ambito, nel metodo e nel merito, ma costituisce altresì un gravissimo atto politico».

Buscema, soprassedendo sul fatto che Manno abbia solo applicato, com’era nei suoi doveri, una legge regionale, spiega poi d’aver appreso solo dai media del commissariamento, mentre Manno sostiene che la decisione era stata assunta nel corso dell’assemblea dei soci dell’Ato ambiente, leggasi dei sindaci, svoltasi lo scorso 12 agosto e al quale era presente anche Buscema, che, secondo Manno, non avrebbe battuto ciglio.

Dove sta la verità? Buscema assicura poi Manno sul fatto che il debito con l’Ato sarà pian piano estinto anche con il trasferimento della rata dei finanziamenti regionali, compatibilmente con la difficile situazione di cassa dell’ente. Un proposito che non muta, al momento, la circostanza che Modica sarà commissariata entro tre mesi. Cosa farà Buscema per scongiurare il commissariamento, al di la del botta e risposta con Manno, di cui i cittadini avrebbero sicuramente fatto volentieri a meno?

Questo Buscema non lo spiega, preferendo invece lanciare una stilettata al sindaco di Ragusa, al quale ricorda che «La giunta di palazzo San Domenico sta lavorando per appianare la situazione debitoria alla quale ha contribuito la precedente amministrazione, politicamente non estranea allo stesso Dipasquale».

LA PRESA DI POSIZIONE DEL PD
Pubblichiamo uno stralcio del comunicato del Partito Democratico


La lettera aperta che il Dr. Manno ha indirizzato al Sindaco di Modica è un documento politico mascherato, ma non troppo, da ragioni burocratiche.

Sgombriamo subito il campo da possibili equivoci: nessuno contesta al Dr.Manno che il Comune di Modica debba pagare quanto di propria competenza all´Ato ambiente.

Anzi invitiamo l´Amministrazione ad attivarsi sollecitamente, ma siamo certi che lo stia già facendo, per pagare quanto pattuito in sede di transazione delle somme dovute.

Anch´esse rientrano, tanto per ricordarlo, nel pacchetto «voragine finanziaria» che si è ereditato e che ci è assunti l´onere di gestire.

Nel contempo, tuttavia, invitiamo l´Amministrazione a verificare se la normativa che prevede il commissariamento degli enti inadempienti sia una normativa ad hoc per il Comune di Modica o sia applicabile indistintamente a tutti gli enti locali che rivestano lo status di debitore dell´Ato e in quest´ultima ipotesi la si invita ad attivarsi perché la normativa sia applicata senza esitazione alcuna nei confronti di tutti coloro che si trovano, legge alla mano, nella stessa situazione del Comune di Modica.

Altro invito che rivolgiamo all´Amministrazione di Modica è quello di verificare quale norma consente agli attuali organi dirigenziali dell´Ato di permettere che la discarica di Ragusa che è di tutto il comprensorio, Modica compresa, sia destinata ad uso esclusivo del Comune Ragusa e i piccoli limitrofi mentre gli altri comuni della provincia sono chiamati a conferire i loro rifiuti in località extraprovinciali con evidente aggravio di costi.

Se, come riteniamo, detta norma non esiste, (e il rapido esaurirsi della discarica di Ragusa non è motivazione giuridicamente accettabile) invitiamo l´Amministrazione a farsi parte attiva perché si ponga fine a questo danno ingente a carico di tutti i cittadini sollecitando l´Ato perché individui (o faccia individuare dal Commissario straordinario dei rifiuti) urgentemente altri siti idonei per le discariche compreso il territorio di Modica.

Consequenziale, in caso di diniego dell´Ato, il doversi rivolgere alle competenti autorità compresa la magistratura contabile.


LE DICHIARAZIONI DI MANNO
«Signor sindaco, il suo non rendersi conto delle motivazioni che hanno indotto il collegio dei liquidatori, di cui sono presidente, a chiedere il commissariamento del comune di Modica, è una lapalissiana dimostrazione di inadeguatezza a svolgere qualsiasi ruolo pubblico, specie se di vertice e di responsabilità, come quello che lei ricopre».

Con queste parole scritte in una lunga lettera aperta, Fulvio Manno esorta, in maniera elegante, il sindaco di Modica Antonello Buscema a dimettersi dalla sua carica, per manifesta incapacità a gestire le situazioni di emergenza, e non solo. L’invito di Manno si aggiunge a quello, ben più diretto, rivolto a Buscema dal sindaco di Ragusa Nello Dipasquale, che era rimasto infastidito perchè Buscema aveva tirato in ballo il comune capoluogo su una presunta alta entità del debito a sua volta maturato con l´Ato. "Calcoli errati di Buscema", aveva tagliat corto Dipasquale. Insomma, la piccata replica del primo cittadino modicano al commissariamento richiesto alla Regione dall’Ato ambiente, a causa del debito di 9 milioni di euro maturato dall’ente di palazzo San Domenico, ha sottoposto lo stesso Buscema ad un micidiale fuoco di fila.

L’uscita del sindaco, difatti, è stata giudicata «inaccettabile» dal presidente del collegio dei liquidatori Fulvio Manno, il quale pone una domanda: «Caro sindaco – si legge testualmente nella lettera aperta – è sicuro che il denaro versato dai modicani per la tassa sui rifiuti sia poi stato utilizzato dal suo ente per il pagamento del servizio? Perché a giudicare dall’entità del debito accumulato – prosegue Manno – si evincerebbe che tali somme siano invece state «distratte» dal capitolo originario, per essere magari destinate ad altri scopi». Un sospetto che suona come un’accusa, nemmeno troppo velata.

«Lei non si rende conto – continua Manno – che la richiesta di commissariamento è stata una scelta obbligatoria da parte di questo organismo, secondo quanto previsto da una apposita legge regionale del 2010. Nessuna animosità, quindi, ma la consequenziale decisione dettata da una presa di coscienza e dal senso di responsabilità, in ossequio alla legge, di non mettere nei guai anche gli altri 11 comuni iblei a causa della mancanza di programmazione dimostrata dall’amministrazione di Modica. Eppure – aggiunge il presidente del collegio dei liquidatori – anche lei era presente all’assemblea dei soci, leggasi i sindaci dei comuni iblei, nel corso della quale venne assunta la decisione di procedere con la richiesta di commissariamento nei confronti dell’ente di palazzo San Domenico.

Ebbene, perché solo dopo aver appreso per iscritto della formalizzazione della decisione, lei si è sentito in dovere di muovere accuse assolutamente infondate? E’ fuori luogo – prosegue Manno nella sua nota – dichiarare che questo organismo non è all’altezza del suo compito. Semmai è lei a non essere all’altezza del suo ruolo di sindaco.

Le ricordo che in appena 58 giorni di attività dal mio insediamento – prosegue Manno – abbiamo scongiurato l’emergenza rifiuti, anche in pieno agosto, evitando che il pattume potesse sommergere i comuni iblei. Abbiamo assicurato il conferimento della spazzatura nella discarica di Motta Sant’Anastasia, rispetto a quella di Mazzarrà Sant’Andrea, dimezzando la distanza in termini di chilometri, da 500 a 220, con una consequenziale riduzione dei tempi di percorrenza, nonché dei costi.

Sulla base di cosa – continua Manno – lei si permette quindi di giudicare inadeguato questo organismo che mi onoro di presiedere»? Manno fa altresì notare a Buscema che «Nonostante le ripetute richieste del collegio dei liquidatori, sia in un incontro ufficiale, che ripetutamente per iscritto, sia con richieste verbali , non si è ottenuto il rispetto della norma per il 2010, in quanto il comune di Modica ha pagato solo il 30% dei costi relativi al’anno in corso.

A ciò aggiungasi che l’Agesp, che gestiva in passato il servizio di raccolta rifiuti a Modica, ha notificato, tramite il suo avvocato, l’atto di precetto per 700mila euro, oltre ad interessi e spese che legali che costituiscono, ovviamente, un ingente danno economico per l’Ato ambiente, oltre che un danno erariale. Modica deve pagare «a vista» tale somma, perché altrimenti l’Ato dovrà chiedere agli altri comuni di anticiparla, per garantire il servizio di gestione delle discariche.

Il pagamento dei 2/3 di quanto dovuto all’Agesp e la restate somma di 141mila euro da liquidare, come da lei sostenuto, non ha evidentemente persuaso del tutto la ditta di Castellammare del Golfo, che, di conseguenza, ha ritenuto carta straccia quanto concordato in precedenza con l’Ato e con il comune di Modica. Caro sindaco – conclude Manno – alla luce di tutto questo si faccia dunque un bell’esame di coscienza e tragga le sue conclusioni».

LA "MESSA IN LIQUIDAZIONE" DEL COMUNE DI MODICA DALL´ATO AMBIENTE
Fulvio Manno, presidente del Collegio dei liquidatori dell’Ato vuole "liquidare" il Comune di Modica per morosità. Palazzo San Domenico è debitore dell’Ato di circa 9 milioni di euro. A fronte di questo enorme debito Manno ha chiesto alla Regione il commissariamento del comune di Modica.

Facendo leva sulle legge regionale 9 del 2010, il presidente del Collegio dei liquidatori ha richiesto a Palermo l’attivazione, nei confronti dell’ente di palazzo San Domenico, dei poteri sostitutivi sulla gestione integrata dei rifiuti. Una decisione drastica, motivata dalla circostanza che «l’esposizione debitoria del comune nei confronti dell’Ato – si legge nella nota del collegio dei liquidatori – ha raggiunto livelli tali da compromettere l’equilibrio gestionale della società, con il pericolo di determinare un blocco delle attività relative alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti del territorio della provincia».

Gli altri sindaci degli 11 centri iblei non si sono opposti alla de-cisione assunta da Manno, in quanto, a causa di Modica, eviden-te anello debole della catena, rischierebbero di trovarsi sommersi dai rifiuti. Una circostanza che i primi cittadini vogliono evitare come la peste. Di questo si discuterà nella prossima assemblea dei soci dell’Ato ambiente, composta proprio dai sindaci, convocata per il sei settembre.

E’ chiaro che il sindaco di Modica Antonello Buscema non potrà e non dovrà attendere tale data per dare magari luogo a discus-sioni inutili che potrebbero far perdere altro tempo prezioso. L’ente dovrebbe invece cercare una soluzione alternativa entro tre mesi, l’arco di tempo entro il quale arriverà il commissario straordinario nominato dalla Regione. Ma la via d’uscita appare piuttosto tortuosa per Modica. L’ente è stato difatti messo in se-ria difficoltà dall’azione esecutiva intrapresa dall’Agesp. La ditta di Castellammare del Golfo, che gestiva il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in città, deve ancora incamerare dal comune un milione 600mila euro per il periodo compreso tra dicembre 2005 e dicembre 2006.

Alla luce di ciò, è stato sottoscritto a suo tempo, tra Ato ambiente e Agesp, un accordo transattivo, con l’impegno del comune di Modica di garantire la copertura finanziaria per pagare la ditta. Da qui la causa scatenante che ha indotto il collegio dei liquidatori dell’Ato ambiente a chiedere alla Regione il commissariamento dell’ente di palazzo San Domenico: difatti, se prima non viene onorato quel debito con l’Agesp, l’Ato si troverà entro brevissimo tempo nell’impossibilità di effettuare qualsiasi tipo di pagamento, a partire dalla semplice bolletta per la fornitura dell’energia elettrica. Si paventerebbe, di conseguenza, il blocco dei pagamenti dei fornitori e il parallelo e concreto pericolo di paralisi totale dell’Ato ambiente, di cui ne pagherebbero le conseguenze tutti e 12 i comuni iblei.

Tutto questo «a causa del comportamento del comune di Modica – conclude la nota del collegio dei revisori Ato – che, di fatto, configura gli estremi della grave violazione di cui all’articolo 14, comma 3, della legge regionale 9/2010». Una brutta tegola per il sindaco Buscema, che dovrà attivare i competenti uffici per trovare una via d’uscita».

LA STIZZITA REAZIONE DEL SINDACO BUSCEMA: "LA GESTIONE DELL´ATO LASCIA A DESIDERARE. QUESTO COLLEGIO DI LIQUIDATORI NON E´ ALL´ALTEZZA DEL COMPITO
Pubblichiamo integralmente la nota del sindaco di Modica Antonello Buscema sulla vicenda

In qualità di Sindaco mi sento in dovere, sebbene ancora in assenza di una comunicazione ufficiale, di contestare la decisione dell’Ato nel merito e nel metodo.

Mi chiedo infatti –così come sono già stato costretto a fare nei giorni scorsi, insieme agli altri Sindaci del comprensorio a proposito di altre questioni di primaria importanza come quella delle stazioni di trasferenza- se questo Collegio dei Liquidatori si stia dimostrando adeguato ad assumersi la responsabilità di affrontare la gestione di un sistema così delicato, che vede tutti i Comuni della Provincia esposti sotto il profilo debitorio e di spese a nostro carico che lievitano senza che la società d’ambito sappia prendere decisioni nella direzione opposta.

Mi chiedo se dobbiamo intendere questa decisione del Collegio dei Liquidatori come la dimostrazione che esso abbia in definitiva scelto di ricorrere a metodi approssimativi per risolvere i problemi dell’Ato al costo di un danno irreparabile per i Comuni. E non parliamo solo del Comune di Modica. A fronte del nostro debito di 9milioni 399mila 727 euro, infatti, se il Comune di Ragusa ne ha uno simile in valore assoluto, di ben 7milioni 197mila euro e il Comune di Pozzallo uno altrettanto simile in valore relativo, di ben 3milioni 129mila 990 euro, è evidente che anche gli altri rischieranno di restare vittima delle stesse procedure oggi attivate nei nostri confronti.

Per questo ho già chiesto agli altri Sindaci del comprensorio un incontro al più presto e insieme assumeremo una posizione unitaria per reagire ad una gestione che si sta rivelando non all’altezza della situazione, così come unitariamente abbiamo già più volte contestato la decisione irragionevole di non farci scaricare a Cava dei Modicani, discarica che ricordiamo essere di proprietà dell’Ato e non del Comune di Ragusa, determinando solo un aumento dei costi a nostro carico in evidente contrasto con le esigenze di economicità del sistema.

Infine, per quanto riguarda il Comune di Modica, mi trovo costretto a contestare anche un altro rilievo che l’Ato ci ha sollevato a proposito del nostro impegno a garantire la copertura finanziaria dell’accordo transattivo con l’Agesp: abbiamo onorato quasi del tutto la precedente rata del mese di aprile 2010 di 459mila euro, manca solo un residuo di 141mila euro, e per la prossima i termini scadranno alla fine di agosto: è dunque evidente che l’Ato non ha nulla da rivendicare a questo riguardo, nei confronti del Comune di Modica.