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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 859
MODICA - 25/08/2010
Attualità - Modica: contestate le modalità della riorganizzazione. Dialogo interrotto

Pianta organica della sanità, sindacati contro Regione

A detta dei sindacalisti, questo modo di procedere non fa che penalizzare il servizio sanitario pubblico, a tutto vantaggio di quello privato

La riorganizzazione della pianta organica si fa solo per risparmiare, o anche e soprattutto per garantire servizi essenziali agli utenti, con efficienza e puntualità? E’ la domanda che rimbalzava ieri all’ospedale «Maggiore», nell’ambito dell’assemblea sindacale convocata da Cgil, Cisl e Uil per ribadire la rottura delle trattative dirette con la Regione, alla luce dell’assenza di dialogo e del rispetto delle esigenze del personale medico ed infermieristico.

A detta dei sindacati, questo modo di procedere con la pianta organica, che verte principalmente nel taglio del personale considerato «in esubero», non fa che penalizzare il servizio sanitario pubblico, a tutto vantaggio di quello privato, come già accaduto in varie regioni del Nord e del Centro Italia. L’Asp 7, secondo i sindacati, non può recepire passivamente le direttive dell’assessorato regionale alla sanità, pena un collasso del sistema sanitario pubblico in provincia, dove già si starebbe procedendo ad un accentramento dei servizi e del personale a Ragusa.

Il rischio concreto è che gli ospedali di Vittoria e Modica diventino dei meri «satelliti» del nosocomio del capoluogo ibleo, con il contestuale impoverimento dei servizi garantiti agli utenti. In uno scenario del genere, sarebbero inevitabilmente destinati ad un declassamento determinante gli ospedali di Comiso e Scicli, con quest’ultimo che potrebbe tramutarsi in presidio territoriale d’emergenza.

Uno scenario che i sindacati non accettano, promettendo battaglia nonostante il termine ultimo per la presentazione della nuova pianta organica sia stato fissato per martedì prossimo. «Non accettiamo ultimatum da nessuno – ribadisce Salvatore Rando, della Rsu Cgil – soprattutto alla luce degli sprechi che si continuano a registrare anche in seno all’Asp, che, di recente, ha appaltato ad una ditta esterna di Ragusa il servizio di prelievo del sangue, con costi più che raddoppiati rispetto a prima, al fine di eliminare la reperibilità del personale medico ed infermieristico dalle 14 alle 8 del giorno successivo.

Ci batteremo – aggiunge Rando – affinché il servizio sanitario pubblico non sia irrimediabilmente danneggiato a tutto vantaggio delle cliniche private, nell’ottica di un presunto disegno che, tuttavia, appare sempre più preciso. La sanità iblea – prosegue il sindacalista – è già da tempo nell’occhio del ciclone per le continue lamentele dei degenti e delle loro famiglie, che parlano di servizi medici sempre più scadenti. Un fatto grave per la sanità iblea, che rischia il definitivo colpo di grazia – conclude Rando – nel caso venisse approvata questa pianta organica, così come pensata a Palermo».