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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1150
MODICA - 07/09/2007
Attualità - Tagli virtuali al Maggiore?

Soppressi 42 posti letto inesistenti
non sarebbero mai stati attivi

L’allarme lanciato dal sindaco Torchi,
il manager dell’Ausl Manno ridimensiona il caso
Foto Corrierediragusa.it

Un taglio virtuale. Non sono difatti mai esistiti i 42 posti letto dell’ospedale Maggiore che dovevano essere eliminati entro la fine dell’anno, come sostenuto dal sindaco Piero Torchi in base al piano di ridimensionamento regionale pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione Sicilia. Ma da tempo i posti letto attivi nel nosocomio modicano sono 167, e non 209. Lo sostiene il direttore generale dell’Ausl Fulvio Manno.

«Questi posti letto non sono mai stati attivati ? dice Manno ? per mancanza di spazi e strutture adeguate. Pertanto ? prosegue il manager ? alla luce dei tagli scaturenti da una vecchia direttiva statale, in provincia non cambia proprio nulla, in particolar modo al Maggiore, dove i posti letto rimangono invariati: 167». Il taglio al quale fa riferimento Torchi, traendo spunto da quanto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dello scorso 16 agosto, interesserà quindi 42 posti letto inesistenti. Un paradosso burocratico amministrativo in salsa siciliana.

Quello che alla fine conta è che per gli utenti non cambia nulla: i posti letto attivi al Maggiore restano invariati. Vero è che, contattato telefonicamente, il direttore sanitario Raffaele Elia aveva comunque parlato di 207 posti letti rispetto ai famosi 209: appena due sarebbero difatti stati tagliati ? stando a quanto riferito da Elia ? dal reparto malattie infettive. Ad ogni modo il taglio, virtuale o no, sarebbe stato comunque inevitabile. Stando difatti a quanto riferito da Manno, «si tratta di una vecchia direttiva statale applicata in tutta Italia, fatta eccezione per la Sicilia che, negli ultimi mesi, si è dovuta adeguare.

Il presidente Salvatore Cuffaro ? aggiunge il direttore generale ? ha trovato un accordo con il Ministro alla sanità Livia Turco, diramando la direttiva regionale, assolutamente vincolante per tutti i direttori generali delle Ausl. Nel caso questa direttiva venisse disattesa ? prosegue Manno ? saremmo spediti tutti quanti a casa. Un primo controllo in questo senso da parte dei funzionari statali, coadiuvati da un comitato di affiancamento, sarà effettuato giorno 20. E poi un secondo il 31 dicembre. Se il sindaco Torchi ha pronta una soluzione alternativa ? conclude ironicamente Manno ? ne parli direttamente con la Turco».

Sugli effettivi posti letto il resto del discorso fila. Quelli disponibili, sono stati oggetto di una redistribuzione interna: dall’area chirurgica a quella medica. «Proprio le necessità dei pazienti cronici dell’area medica ? afferma Elia ? ci hanno indotti ad operare questa scelta, comunque obbligata. Rispetto ai pazienti dell’area chirurgica, gli altri hanno spesso bisogno di degenze lunghe. Ecco quindi che servono più letti». Per la cronaca, l’area medica comprende i reparti di medicina, geriatria, cardiologia, otorino, rianimazione, malattie infettive e nefrologia, mentre quella chirurgica ingloba i reparti di chirurgia, ortopedia e ostetricia. Secondo Manno ed Elia, quindi, «ogni allarmismo in questo senso è del tutto fuori luogo».