Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1080
ISPICA - 01/12/2007
Attualità - Ispica - 124 le firme raccolte

Petizione dei cittadini
contro l´installazione di due
ripetitori di telefonia mobile

Ben camuffati sui tetti di due edifici in centro Foto Corrierediragusa.it

124 firme per la petizione redatta dai cittadini contro i due ripetitori di telefonia mobile installati, ben camuffati, sui tetti di due edifici in pieno centro.

Sembrano infatti, perlomeno quello in via Ceconato (l’altro si trova in via Michelini), i comignoli di un camino. E se non fosse stato per la cattiva coscienza di coloro che hanno «bisbigliato» ai residenti dei due quartieri interessati il grave fatto, avrebbe potuto presto consumarsi un dramma.

Com’è infatti noto, ed è anche facile evincere dalla letteratura scientifica, tali ripetitori generano campi elettromagnetici a cui gli esseri viventi sono sensibili.

In sostanza, aumenta il rischio di ammalarsi. Leucemie, linfomi, tumori al sistema nervoso ed al seno, sono solo parte della spade di Damocle che pende sulla testa dei cittadini. E i soggetti più colpiti risultano essere i bambini e, naturalmente, coloro che abitano, vivono e lavorano nei pressi di queste antenne.

Gli ispicesi non ci stanno. Sono consapevoli dei rischi ai quali incorrono e si ribellano. I residenti in via Michelini si sono costituiti in comitato ed hanno redatto una petizione che hanno depositato presso l’edicola in via Duca degli Abbruzzi. Quelli di via Ceconato pare abbiano proceduto per vie legali e non escludono momenti di protesta se il caso lo richiedesse.

Alla ribellione dei cittadini non segue però l’ottimismo. Gli ispicesi sono consapevoli che la legge protegge coloro che hanno messo a disposizioni i loro immobili per installare i ripetitori. Ed, inoltre, una volta messi in funzione è quasi impossibile, in termini di legge, disattivarli.

A dare triste conferma che la legislazione italiana viaggia in favore di tale politica è proprio l’assessore all’Ambiente Cesare Pellegrino.

«Abbiamo verificato ? dice Pellegrino interrogato sulla questione ? le autorizzazioni. Sono a norma. Questo non vuol dire che non valuteremo la situazione. ? chiaro che è nostro dovere tutelare i cittadini».

Un’ombra offusca però le buone intenzioni degli amministratori. Questa vicenda ha purtroppo già un precedente: la stazione ricettiva radio ? televisiva e telefonica installata in via Leonardo da Vinci. Il ripetitore si trova a ridosso del Liceo linguistico «Kennedy». Il caso anche allora fece scalpore e suscitò le ire, naturalmente ignorate, dell’opinione pubblica.