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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 944
ISPICA - 01/04/2010
Attualità - Ispica: la prima riunione collegiale fra i prelati ispicesi e Sua Eccellenza

Fede e tradizione nel giovedì santo di Ispica con il Vescovo Staglianò

Il Sacro Triduo rievoca l’inizio degli avvenimenti pasquali
Foto CorrierediRagusa.it

Il vescovo Antonio Staglianò incontrerà oggi tutti i sacerdoti della città, prima delle tradizionali processioni che caratterizzano il giovedì santo (nella foto di Bruno Tassone). Si tratta della prima riunione collegiale, fra i prelati ispicesi e il vescovo, dopo un anno dall’insediamento nella diocesi di Noto.

Il Sacro Triduo rievoca l’inizio degli avvenimenti pasquali: il mistero della carità, dell’eucaristia e del sacerdozio ministeriale. Il significato, ad Ispica, è doppio, in quanto si tratta anche del giorno dedicato a Cristo flagellato, «Cristo alla colonna», segno dell’amore di Dio verso l’umanità.

Il giovedì santo è rappresentato dal colore rosso. Si tratta di un giorno importante per i fedeli della basilica Santa Maria Maggiore. Un momento di fervente religione e devozione, soprattutto, per coloro i quali trasporteranno sulle spalle il peso del simulacro di Gesù flagellato, in processione nelle vie cittadine.

Le celebrazioni inizieranno all’una e trenta del mattino. Il primo tradizionale appuntamento sarà quello del pellegrinaggio nella chiesa rupestre di Santa Maria nel Parco Forza, a Cava d’Ispica. Seguirà la via crucis animata dai giovani dell’associazione «Fazzoletti rossi», proseguendo in contrada Barriera, via Vittorio Emanuele, corso Garibaldi, piazza Regina Margherita e via XX Settembre. Culminerà con la rievocazione delle scene sulla crocifissione e sulla deposizione di Cristo nel sepolcro allestito in piazza Santa Maria Maggiore, prospiciente l’omonima basilica.

I fedeli assisteranno, alle 4, all’apertura delle porte della basilica e daranno inizio il pellegrinaggio di ringraziamento sull’altare di Cristo alla colonna.

La banda «Città di Ispica», alle 8, inizierà il giro musicale, diretta dal maestro Giannino Amore. Mezz’ora dopo, anche la banda di Scicli «Busacca» suonerà per le vie cittadine, diretta dai maestri Piccione e Magro.

Sarà invece «svelata» alle 11 la sacra immagine di Cristo alla colonna e, poco dopo, «discenderà in mezzo al popolo». Il simulacro sarà in sostanza prelevato dalla nicchia e posto alla base dell’altare. Seguiranno i tradizionali fuochi d’artificio, esplosi per salutare la «discesa» di Cristo, e la meditazione spirituale dettata da monsignor Staglianò.

«Coena domini», solenne celebrazione euristica accompagnata dal rito della «lavanda dei piedi», avrà inizio alle 16, sempre a Santa Maria Maggiore. I canti saranno eseguiti dal coro «Mater dei», diretto dal maestro Corrado Iacono. Dopo la messa, si svolgeranno la processione nella basilica, la reposizione del Santissimo Sacramento e l’adorazione di Cristo.

La processione esterna di Cristo alla colonna avrà finalmente inizio alle 18. Il simulacro percorrerà le vie XX Settembre, Duca degli Abruzzi, Statale, Andreoli, Acireale, Doria, Papa Giovanni 23., Ragusa, Sicilia, Genova, corso Umberto, corso Garibaldi, dove incontrerà l’Addolorata, corso Vittorio Emanuele, Goldoni, dove sarà eseguito il canto «Ah si versate lacrime» eseguito dai Fazzoletti rossi, Vittorio Emanuele, Cantù, Manzoni (sosta di preghiera), piazza Regina Margherita, IV novembre, Adua, Galliano, dei Mille, Leopardi, Ruggero Settimo, Torino, Bologna, Siena, Brindisi, XX Settembre e piazza Santa Maria Maggiore.

Nella cappellata della reposizione, alle 22.30, sempre in piazza Santa Maria Maggiore, si terrà la solenne adorazione eucaristica guidata.

Il simulacro di Cristo alla colonna rientrerà nella basilica verso mezzanotte. Al grido «E picciuotti! Culonna!», i portatori arrancheranno nella salita di via XX settembre, ultima fatica, stremati dalla stanchezza e dal dolore che attanaglia ormai le loro membra. Trasportare il simulacro è assai arduo, ma il sacrificio dei fedeli è ripagato dalla gioia di aver restituito a Cristo, almeno in minimo parte, la sofferenza patita nel flagello.

Condotto Cristo alla colonna a Santa Maria Maggiore, i portatori eseguiranno i tradizionali giri all’interno delle basilica, prima di «incastonare» nuovamente il simulacro nella sua nicchia.