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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 904
ISPICA - 01/04/2010
Attualità - Ragusa: la scottante problematica del conferimento dei rifiuti

Rustico e Venticinque scrivono al Prefetto e al Questore

Per l’assessore Pellegrino "Si assiste all’interruzione di un pubblico servizio, è ravvisabile l’ipotesi di reato"

Il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale l´ha detto e l´ha fatto: stanotte si è recato di persona nella discarica di Cava dei Modicani per impedire fisicamente che gli autocompattatori dei comuni di Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo potessero tentare di varcare i cancelli sbarrati per poter conferire i rifiuti. Momenti di tensione, con la polizia pronta ad intervenire.

Il sindaco di Ispica Piero Rustico e il primo cittadino di Scicli Giovanni Venticinque, preso atto della singolare situazione, hanno preso carta e penna per esporre la problematica al prefetto Francesca Cannizzo e al questore Filippo Barboso.

"Il sindaco di Ragusa - si legge nella nota dei due primi cittadini - ha palesato la sua intenzione di impedire, anche con la violenza, l’accesso degli autocompattatori provenienti dai Comuni di Scicli e di Ispica alla discarica di contrada Cava dei Modicani a partire dalla giornata di domani per dare compimento ad una ordinanza dallo stesso asseritamente resa in data 17/03/2010.

Abbiamo altresì appreso , sia pure informalmente, che detta ordinanza è stata oggetto di valutazione da parte del Dipartimento Regionale dell’acqua e dei rifiuti, che ha invitato il Sindaco di Ragusa a revocare in autotutela la predetta ordinanza per gli innumerevoli profili di illegittimità oltre che di nullità assoluta della stessa.

Avendo cercato di averne conoscenza (non essendo mai stata notificata o comunque comunicata ai nostri Comuni), siamo certi che l’ordinanza in questione, oltre ai gravissimi profili di illegittimità per la carenza di legittimazione attiva in capo al soggetto che l’ha emessa e per tutte le ragioni ben evidenziate nella nota del Dipartimento Regionale del 30/03/2010, presenta altrettanto gravissimi profili di illiceità, quanto meno per le evidenti falsità ideologiche contenute nella stessa e poste come motivazione.

In buona sostanza - scrivono Rustico e Venticinque - il sindaco di Ragusa non ha alcun potere per inibire l’utilizzo della discarica a chicchessia, essendo questo in capo esclusivamente all’Ato Ambiente Ragusa e men che meno potrà farlo con i preannunciati atti di violenza, anche solo passiva.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Ragusa Ambiente dovrà, pertanto, adottare (sempre che risultino fondate le notizie di stampa sui preannunciati comportamenti del Sindaco di Ragusa) tutti gli atti e le iniziative necessari per assicurare il normale conferimento dei rifiuti provenienti dai Comuni di Scicli e Ispica, richiedendo fin d’ora l’assistenza della Forza Pubblica per l’esercizio dei poteri in capo all’Autorità d’Ambito per la corretta gestione della discarica di cui solo Ragusa Ambiente spa ha la titolarità della gestione.

Rimaniamo a disposizione - concludono i due sindaci - per ogni ulteriore interlocuzione istituzionale, a tutela anche del decoro del ruolo istituzionale dei Sindaci e nell’interesse superiore delle popolazioni interessate.

DISCARICA SUB COMPRENSORIALE AD ISPICA? C´E´ LA DISPONIBILITA´
"Non abbiamo mai reso disponibile contrada Giallupo come sito nel quale collocare una discarica, significherebbe distruggere ettari di terreno biologicamente coltivati". Il sindaco Piero Rustico e l’assessore all’Ecologia, Cesare Pellegrino, rendendo questa dichiarazione, smentiscono il presidente dell’Ato, Giovanni Vindigni, il quale asseriva che il primo cittadino, sentito telefonicamente, fosse propenso ad utilizzare quel sito.

Contrada Giallupo, in realtà, è un’area individuata dall’Ato, in quanto considerata aderente ai criteri utili ad accogliere una discarica, estendendo la proposta al Comune di Ispica. Nel medesimo modo, sono stati individuati quattro potenziali siti a Modica e diversi altri nelle città di Scicli e Pozzallo.

Rustico e Pellegrino, come tutti gli amministratori dei Comuni del comprensorio, hanno dato «la disponibilità ad individuare un sito sul proprio territorio. La proposta di contrada Giallupo è stata però bocciata a priori, in quanto in quella area insistono terreni coltivati in modo biologico. Quindi, il sito deve esser eventualmente individuato in un altro luogo (passando dal confronto coi cittadini, da una variante sul Piano regolatore generale o da una proposta in consiglio comunale) e non necessariamente sul territorio ispicese».

Il problema, però, rimane. Ispica, da oggi, non potrà scaricare i rifiuti nella discarica di Ragusa, a Cava dei Modicani, dove l’ordinanza emessa dal sindaco Nello Di Pasquale ne vieta il conferimento. E quella di Vittoria, in contrada Pozzo Bollente, rimarrà chiusa per, circa, tre mesi. Non rimarrebbe, a quanto pare, altra soluzione se non quella di, come annunciato da Vindigni, conferire dal 10 aprile i rifiuti nella discarica di Mazzarrà Sant’Andrea in provincia di Messina.

L’assessore Pellegrino urla allo scandalo e trova «assurda» l’ordinanza emessa da Di Pasquale. A suo avviso, domani, ossia nel momento in cui ad Ispica sarà vietato di conferire i rifiuti a Cava dei Modicani, «si assisterà all’interruzione di un pubblico servizio e sarà in sostanza commesso un reato. La gestione dei rifiuti è di competenza dell’Ato. Risulta quindi impossibile che un sindaco possa auto determinarsi.

Inoltre, non si può arbitrariamente decidere quali città possano conferire nelle discariche disponibili e quali altri no, visto che tutti i comuni sono appunto sotto l’egida dell’Ato. E Se il problema dovesse essere invece legato all’inosservanza dei pagamenti, in questo caso sarebbe logico effettuare gli opportuni distinguo. Ispica, ad esempio, non è un Comune moroso. Versa ogni mese all’Ato una somma di 20 mila euro: questo dovrebbe avere un valore». Il Comune ha intanto avviato la raccolta differenziata, raggiungendo già lo soglia del 20 per cento. Ma la buona volontà, in questo caso, non basta.