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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1046
ISPICA - 06/03/2010
Attualità - Ispica: dopo la mancanza del numero legale nell’ultima seduta

Ispica: piano regolatore generale, arriva il commissario?

Un funzionario della Regione che si occuperebbe dell’adozione del Piano, rendendo vano il lavoro degli altri consiglieri comunali che si protrae da oltre un anno

Hanno fatto mancare il numero legale, determinando lo scioglimento del consiglio comunale riunitosi martedì scorso, bloccando di fatto i lavori sul punto all’ordine del giorno: Piano regolatore generale (Prg). Hanno abbandonato l’aula i consiglieri comunali Donato Bruno, Carmelo Pisana e Mario Santoro, rappresentanti del centrodestra e della maggioranza. La defezione di costoro potrebbe determinare l’invio di un commissario straordinario. Un funzionario della Regione che si occuperebbe dell’adozione del Piano, rendendo vano il lavoro degli altri consiglieri comunali che si protrae da oltre un anno.

Bruno, Pisana e Santoro hanno lasciato l’aula nel momento in cui l’assemblea si accingeva a valutare e a votare le proposte dei consiglieri. In particolare, quando Anna Maria Gregni proponeva una mozione d’ordine utile nel trattare un emendamento presentato dalla consigliere stessa. L’emendamento denuncia un fatto a dir poco inquietante. Il Prg proposto ai consiglieri comunali per l’adozione è, in realtà, un Piano nuovo.

«Chi ha controllato cosa? – si domanda in modo retorico Gregni –. Il Piano vagliato dai consiglieri – spiega – non è lo strumento urbanistico adottato nel 1998 e a cui servivano solo poche modifiche per la definitiva approvazione. Il progettista incaricato dal sindaco Piero Rustico di redigere il prg, l’architetto Giuseppe Gangemi, avrebbe dovuto solo effettuare una rielaborazione parziale della revisione del Piano. Invece, ha redatto un nuovo prg, difforme dalle indicazioni prescritte dalla Commissione regionale urbanistica (Cru). È stato proprio il voto espresso dal Cru, numero 307 del 2000, a indicare che al Piano servissero solo poche e piccole modifiche per la definitiva adozione».

L’architetto Gangemi avrebbe quindi disegnato un Piano ex novo, diverso dal prg adottato nel ’98, eludendo le prescrizioni del Cru.

«Il compito dei consiglieri è – evidenzia Gregni – quello di controllare che la proposta di Piano presentata fosse inerente alle indicazioni del Cru. Rilevate, così, da parte di tutti i consiglieri (minoranza e maggioranza) l’esistenza di incongruenze sostanziali, ho ritenuto opportuno elaborare l’emendamento in questione. Ma ai consiglieri che hanno abbandonato non interessava fornire lo strumento urbanistico ai cittadini, paralizzando i lavori. Ecco – conclude – dove stavano nascoste le parti che remano contro l’adozione del Prg».

I consiglieri Toni Cuscusa, Salvatore Milana, Giuseppe Roccuzzo e Salvuccio Rustico rincarano la dose. «Durante il consiglio comunale – scrivono i quattro consiglieri in un documento – abbiamo tutti espresso la volontà di procedere repentinamente all’adozione dello strumento urbanistico, osservando scrupolosamente le prescrizioni dettate dal Cru. E ciò, non sulla scorta della bozza elaborata dall’architetto Gangemi a suon di migliaia di euro, che, come più volte dimostrato dal consiglio, non è conforme alle indicazioni fornite dal Cru. Il comportamento assunto da Bruno, Pisana e Santoro – concludono – risulta irresponsabile e celerebbe la volontà di ostruire il percorso d’adozione del Piano proprio nella fase in cui lo stesso potrebbe realmente giungere a conclusione, grazie al lavoro e alla strenua lotta dei consiglieri compatibili».

I consiglieri Bruno, Pisana, e Santoro, determinando lo scioglimento del consiglio comunale, hanno reso possibile la probabilità che, per l’adozione del Piano, sia nominato un commissario straordinario inviato dalla Regione. Per scongiurare tale ipotesi i consiglieri Cuscusa, Milana, Roccuzzo e Rustico hanno già presentato la richiesta di una nuova convocazione del consiglio comunale.