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ISPICA - 23/02/2010
Attualità - Ispica: la denuncia del consigliere Anna Maria Gregni

Ispica: ancora polemiche sul piano regolatore generale

Lo strumento urbanistico sarebbe stato stravolto

«L’architetto Giuseppe Gangemi ha redatto il Piano regolatore generale di sana pianta. Lo strumento urbanistico, invece, avrebbe dovuto esser solo rielaborato parzialmente»: è quanto denuncia il consigliere Anna Maria Gregni in una delle ultime riunioni del consiglio comunale. L’argomento è spinoso.

Infatti, i consiglieri Toni Cuscusa, Giuseppe Bellisario, Gregni, Salvatore Milana e Giuseppe Roccuzzo sono stati accusati dai rappresentanti del Popolo delle libertà di «fare ostruzionismo e giocare con gli interessi ed i bisogni della città, strumentalizzandoli. Per loro, il riordino urbanistico è stato il pretesto per ingaggiare una lotta senza quartiere, cieca e fanatica, piuttosto che esser la premessa di un rilancio economico e dell’espansione della città». I sei consiglieri sono stati inoltre definiti «irresponsabili», finendo sotto il pubblico flagello, in quanto protagonisti di volantini e di manifesti dal contenuto che insulta la loro intelligenza e che hanno riempito le strade e tappezzato le mura cittadine.

Gregni ha respinto le accuse formulate dal Pdl, denunciando, a quanto sembra, un fatto ancora più grave: la redazione ex novo del Prg. Le è stato infatti domandato di argomentare le accuse propinate durante quel consiglio comunale. In sostanza, è tutto partito il 2 aprile 1998 quando la massima assemblea cittadina di allora adottò la parziale revisione del Prg. Revisione che, il 5 novembre 1999, fu trasmessa alla Regione per ottenere l’approvazione definitiva del Piano.

«Dopo il voto della Commissione regionale urbanistica (Cru) numero 307 del 7 settembre 2000 - spiega il consigliere Gregni - il Piano è stato restituito per essere sottoposto alla rielaborazione parziale in ottemperanza al voto espresso dal Cru. In breve, il Cru intimava al Consiglio d’inserire nel Piano, entro i 90 giorni stabiliti dalla legge, diverse prescrizioni, per la verità poche, non più, in totale, di due pagine. Prescrizioni necessarie, però, affinché si potesse procedere all’approvazione definitiva del Piano. Poche prescrizioni che giustificano il breve arco temporale concesso (90 giorni) e la dicitura «rielaborazione parziale»».

Il Prg, in sostanza, è stato adottato nel 1998 e, attualmente, giace alla Regione, in quanto necessita solo dell’inserimento di quelle poche prescrizioni dal Cru indicate. «Da ciò - prosegue Gregni - non si comprende il motivo per cui il progettista Gangemi, incaricato della rielaborazione parziale del Prg, abbia totalmente stravolto le tavole adottate nel 1998, conferendo una fisionomia diversa con una nuova redazione del Piano. Visto che – evidenzia Gregni - sia il dirigente dell’ufficio tecnico, sia l’architetto Gangemi hanno dichiarato che il piano attualmente al vaglio del Consiglio sia stato prodotto in ottemperanza al voto del Cru numero 307 del 2000, ho proposto di sovrapporre le tavole adottate nel ‘98 con quelle ora proposte.

Intanto, abbiamo confrontato la zona «D» e, già, da subito, si sono chiaramente evidenziate differenze macroscopiche fra il Piano adottato nel ‘98, le prescrizioni del Cru e il Piano proposto dall’architetto Gangemi. Il prg - conclude Gregni - avrebbe potuto essere adottato dal consiglio comunale in poche sedute, se il progettista Gangemi si fosse meticolosamente attenuto alle semplici prescrizioni dettate dal voto del Cru». Le accuse mosse dal Pdl contro la minoranza consiliare non si fermano al Prg, ma si estendono anche ai Piani insediamenti produttivi (Pip) votati e approvati dalla sola maggioranza del consiglio comunale.

Il Pdl, in sostanza, non perdona all’opposizione «il tentativo di non far approvare i Pip, uscendo dall’aula consiliare e non salvaguardando gli interessi delle attività produttive ispicesi». In realtà, alla minoranza non è stata data l’opportunità di insediare l’aula consiliare, in quanto la maggioranza ha giocato d’anticipo per approvare i Pip, insieme con degli emendamenti che l’opposizione non avrebbe mai avallato.

«È oramai palese - risponde all’accusa il consigliere Roccuzzo - il comportamento del Pdl che, nel tentativo di monopolizzare l’esercizio del potere di influenza sulle scelte urbanistiche (guarda caso i consiglieri incompatibili nell’approvazione del Prg sono tutti del Pdl), ha voluto votare le modifiche sulla zona del Pip in fretta e furia, con lo scopo di non far partecipare al voto il sottoscritto, il quale non è assolutamente uscito dall’aula». Quella riunione del consiglio comunale è infatti durata soli dieci minuti proprio per escludere dalla votazione la minoranza.