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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1084
ISPICA - 18/02/2010
Attualità - Ispica: manca solo il formale riconoscimento

A breve il marchio Igp per la carota novella di Ispica

L’oro arancione ispicese ha superato tutte le verifiche richieste dalla procedura adottata in questi casi

Manca solo il formale riconoscimento. La carota novella ispicese possiede tutte le carte in regola e, burocrazia permettendo, presto riceverà il prestigioso marchio dell’Indicazione geografica protetta (Igp).

L’oro arancione ispicese ha superato tutte le verifiche richieste dalla procedura adottata in questi casi. Adesso tocca alla Regione snellire l’iter burocratico, accorciando tempi d’attesa che si protraggono, ormai, da anni. Il marchio consentirà così all’ortaggio d’entrare nel circuito delle eccellenze agro alimentari siciliane.

Le delucidazioni fornite dall’onorevole Innocenzo Leontini, capo gruppo del Popolo delle libertà nell’Assemblea regionale siciliana, sono state chiarificatrici sulla lunga storia dell’Igp alla carota novella ispicese: un iter lungo, ma ormai del tutto espletato; un riconoscimento del marchio sempre annunciato, ma mai conferito. E, oggi, ad un passo dal ricevere il prestigioso riconoscimento, affiora il sospetto che siano proprio le faccende politiche regionali a render tutto più difficile. Un fatto, questo, confermato a denti stretti da Leontini quando afferma che «l’iter sul riconoscimento Igp alla carota novella ispicese ha bisogno d’esser continuamente sollecitato».

Ispica, pur vivendo d’agricoltura, è sfortunata su questo fronte. L’incapacità politica ne è quasi, certamente responsabile. Basti pensare al mercato ortofrutticolo comunale costruito molti anni fa e reso mai fruibile per ragioni meglio comprensibili quali far gli interessi dei «grossi» imprenditori privati, piuttosto che dei piccoli produttori agricoli.

Il mercato ortofrutticolo comunale è stato poi trasformato nella sede dell’Agenzia siciliana per il controllo alimentare (Asca). Unica nel suo genere, l’agenzia avrebbe dovuto certificare la garanzia di qualità dei frutti della terra. Ridotto ad un mero «postificio», dell’Asca, oggi, rimangono solo gli impiegati.

L’Igp potrebbe cambiare le sorti dei produttori grandi e piccoli di carota novella, conferendo uno slancio all’economia di un settore che soffre di una nera crisi. Ma la burocrazia (o forse le ragioni politiche) vincono sulle necessità dei produttori.

Un convegno sulle eccellenti qualità organolettiche della carota novella si svolgerà il primo marzo. Rappresenterà un modo forte per sollecitare l’ultima tappa nell’iter del riconoscimento Igp. Organizzato dalla Soat, braccio operativo del dipartimento per gli interventi infrastrutturali in agricoltura, si enucleeranno le proprietà dell’ortaggio.

La carota novella, fin dal secolo scorso, ha caratterizzato il paesaggio ispicese. Oggi, conta una superficie di produzione di mille e 500 ettari. E il periodo di produzione si estende da febbraio a maggio.
La natura della terra ad Ispica è argillosa e calcarea. Questa caratteristica e il clima mediterraneo favoriscono l’ottimo sviluppo della radice e contribuiscono ad ottenere una carota dalle eccezionali caratteristiche organolettiche.

La carota novella, infatti, presenta una «fattura» cristallina e una particolare dolcezza. Il cuore è poco fibroso, il suo profumo è intenso, l’aroma deciso, con note erbacee di frutta. Contiene beta carotene che, trasformandosi in vitamina A, contribuisce alla corretta crescita, alla riparazione dei tessuti, aiuta a mantenere una buona capacità visiva e una pelle levigata. La carota previene infatti l’invecchiamento grazie alla sua azione antiossidante che contrasta gli effetti nocivi dei radicali liberi.