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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 919
ISPICA - 18/11/2009
Attualità - Ispica: si sono registrati anche problemi di ordine pubblico

Caos all´ufficio postale di Ispica, sindaco chiama prefetto

Utenti costretti a interminabili code e, quindi, a tempi di attesa insostenibili

Il caos imperversa nella sede ispicese di Poste italiane. Il sindaco Piero Rustico non ci sta e protesta con la direzione generale, interessando della faccenda anche il prefetto Francesca Cannizzo.

L’Ufficio postale di Ispica, da diversi mesi, costringe gli utenti a interminabili code e, quindi, a tempi di attesa insostenibili. Senza contare la poca creanza di alcuni dipendenti. Si forniscono due esempi per rendere meglio l’idea. Un utente ha percepito sei cento euro da prelevare presso Poste italiane, la dipendente che si occupò dell’operazione si lasciò sfuggire commenti indiscreti sulla cospicuità della cifra. Sabato scorso, invece, un utente si è recato all’ufficio postale per spedire un pacco: uno dei dipendenti si è lamentato poiché era da dieci minuti trascorso mezzo giorno e l’ufficio postale avrebbe chiuso i battenti alle 12:30.

Il sindaco Rustico ha addirittura scritto di «spiacevoli risvolti di ordine pubblico, come litigi e risse fra utenti, nonché alle precarie condizioni igieniche in cui l’Ufficio postale cittadino viene fatalmente a trovarsi per il sovraffollamento di utenti in attesa per diverse ore; fattori, questi, che assumono forti connotati criminogeni e rappresentano grave rischio per la salute pubblica».

Il primo cittadino, per questo motivo, ha chiesto al prefetto Cannizzo «una risposta ai problemi palesati, attuabili con la predisposizione, da parte dei competenti organi di Polizia, di servizi mirati alla prevenzione di comportamenti che possono mettere a rischio l’ordine pubblico in città».

Alla dirigenza generale di Poste italiane, il sindaco ha invece domandato di «poter conoscere, in tempi brevi, le iniziative che riterrà opportuno adottare per far fronte a questi inconvenienti e ripristinare la serenità nella comunità ispicese. Pur nella consapevolezza che – si legge nella lettera – Poste italiane sia una società di capitali con l’obiettivo del profitto, ciò non di meno alla stessa è demandato un servizio pubblico primario per la collettività, che non può certamente essere gestito con scarsa attenzione per le esigenze dell’intera utenza».