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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 698
ISPICA - 28/07/2009
Attualità - Ispica: la zona è sottoposta a vincolo paesagistico

La soprintendenza dice no al centro commerciale a Garzalla

La negata concessione edilizia ha salvato un’area a ridosso di Cava d’Ispica e sottostante al costone roccioso dal quale si elevano il convento e la chiesa di Santa Maria del Gesù e la cappella gentilizia «Bruno di Belmonte»

La Soprintendenza beni culturali e ambientali ha negato l’autorizzazione inerente la costruzione di un centro commerciale che avrebbe dovuto sorgere nei pressi di contrada Garzalla, in una zona sottoposta a vincolo paesagistico. E negando la richiesta del Comune ha nei fatti suffragato quanto denunciato dal Partito democratico (Pd) tre mesi fa.

La negata concessione edilizia ha salvato un’area a ridosso di Cava d’Ispica e sottostante al costone roccioso dal quale si elevano il convento e la chiesa di Santa Maria del Gesù e la cappella gentilizia «Bruno di Belmonte», tutelando inoltre il patrimonio archeologico del «vignale» San Giovanni, distante solo pochi metri dal luogo in cui doveva sorgere la struttura commerciale.
Il Pd, ad aprile, rendeva noto che, presso lo Sportello unico attività produttive comunale, si trovava in itinere la procedura sul rilascio di una concessione edilizia utile alla costruzione di un edificio commerciale.

Il centro avrebbe dovuto sorgere ai piedi della cosiddetta «timpa di Gesù», ossia alla base dello strapiombo dominato dal convento dei frati minori. Un luogo di rara bellezza e suggestione, in sostanza, avrebbe dovuto essere rovinato da un centro commerciale, violando i vincoli paesegistici qual è sottoposto. Questo perlomeno testimonia il diniego della Soprintendenza.

«In un momento – evidenziano il consigliere e il segretario del Pd Giuseppe Roccuzzo e Pierenzo Muraglie – in cui si sbandiera la potenzialità turistica del territorio, si tenta di valorizzare le risorse naturali esistenti, si pone attenzione sull’uso indiscriminato del suolo, s’impone ai comuni con norma comunitaria la valutazione ambientale prima di vincolare l’uso del territorio, la struttura in progetto appariva anacronistica e sembrava portare indietro la coscienza comune di almeno trent’anni.

Le nostre preoccupazioni – aggiungono soddisfatti – trovano conforto nella decisione della Soprintendenza che ha negato lo scempio di un sito che ricade all’interno del sito archeologico della Forza, estremo lembo di Cava d’Ispica e sottostante il costone roccioso da cui si elevano il convento e la chiesa di Santa Maria del Gesù e la cappella gentilizia «Bruno di Belmonte», tutelando inoltre il patrimonio archeologico del «vignale» San Giovanni, distante solo pochi metri dal luogo in cui doveva sorgere la struttura commerciale. Esprimiamo soddisfazione per – concludono – la decisione assunta dalla Soprintendenza.

Certi di avere contribuito alla salvaguardia delle bellezze paesaggistiche ed archeologiche della nostra città. Nel futuro, auspichiamo che un medesimo impegno possa essere profuso da parte del sindaco Piero Rustico, il quale, in questa occasione, s’è stato assente e vorremmo conoscerne le ragioni. Riteniamo che il territorio ispicese offra tante altre alternative interessanti dal punto di vista squisitamente commerciale, che non presentano controindicazioni di natura ambientale ed archeologica che invece presentava il sito di contrada Garzalla».