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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 414
ISPICA - 02/07/2009
Attualità - Ispica: per ciascuna area, sono stati predisposti dei progetti innovativi

Ispica ha elaborato il nuovo Piano di zona triennale

I progetti compresi riguardano sette aree: famiglie, minori, giovani, povertà, disabili, anziani, immigrati e dipendenze

Il Comune ha elaborato il nuovo Piano di zona triennale ai sensi della Legge 328 del 2000, insieme con il Distretto socio-sanitario 45 di cui fanno parte le città di Modica, Pozzallo e Scicli, il Piano sarà avviato il prossimo gennaio. I progetti compresi riguardano sette aree: famiglie, minori, giovani, povertà, disabili, anziani, immigrati e dipendenze.

Per ciascuna area, sono stati predisposti dei progetti innovativi e altri già sperimentati, che hanno evidenziato utilità sociale e, quindi, un buon impatto sul territorio.

L’orientamento, ad Ispica, del nuovo Piano di zona parte dal presupposto che la condizione di esclusione sociale concerne forme di deprivazione materiale e fragilità sociali. Tali condizioni non riguardano, esclusivamente, la povertà economica e materiale, oppure, il disagio estremo. Ma anche le carenze relative ai legami familiari e sociali, all’accesso alle abitazioni, alle «reti» di servizi di sostegno ed integrazione sociale, alla formazione, nonché le forme momentanee di emarginazione lavorativa e sociale.

L’elaborazione del piano ha conosciuto una prassi operativa di integrazione e di collaborazione fra i comuni del Distretto. Prima della stesura definitiva, si sono confrontati, oltre i rappresentanti dei quattro comuni, l’Ausl, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e del mondo della scuola e del volontariato.

«Questo nuovo piano di zona – ha detto l’assessore ai Servizi sociali, Gianni Tringali – gode dell’esperienza della scorsa triennalità. Abbiamo evidenziato ciò che andava modificato, integrato o potenziato e riproposto per l’efficacia provata. I servizi del nuovo Piano di zona, pertanto, tendono alla diffusione delle azioni di prevenzione primaria. Il «ben–essere» è l’indicatore del livello di qualità di un sistema sociale. Per questo tra i progetti, abbiamo voluto che ce ne fosse uno specifico sul monitoraggio dello svolgimento dei servizi stessi. Il sistema di qualità sociale, in quanto insieme di regole, procedure, incentivi e controlli, è garanzia: realizzazione di prestazioni adeguate ai bisogni, l’efficacia delle metodologie implementate, l’ottimizzazione delle risorse e della sinergia con le agenzie ed il territorio, la valutazione dell’intero Piano di zona, l’apprendimento e il miglioramento continuo».