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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 936
ISPICA - 31/10/2007
Attualità - Ispica - Il ventennale dell’evento è passato sotto silenzio

Proclamazione di Ispica "Città":
dimenticata la celebrazione

Sesto Bellisario denuncia la stucchevole indifferenza Foto Corrierediragusa.it

Il 12 ottobre ricorreva il ventennale della proclamazione di Ispica «Città».
«Gli attuali amministratori ? denuncia Sesto Bellisario ? hanno fatto passare sotto silenzio la data storica e il riconoscimento del merito dell’allora sindaco Quinto Bellisario (nella foto con il prefetto Siani): si tratta forse di finta smemoratezza?».

Il 12 ottobre del 1987 il presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, firmava il decreto che attribuiva il titolo di «città» ad Ispica. Il prefetto Siani, in servizio in quel periodo, durante una semplice cerimonia, consegnò il decreto a Quinto Bellisario che aveva promosso e realizzato tale iniziativa.

Bellisario era a capo di una coalizione di centrosinistra formata da socialisti, comunisti e democristiani. I consiglieri comunali che votarono la deliberazione furono Nicola Accurso (Dc), Francesco Franzò(Dc), Innocenzo Leontini (Psi), Quinto Bellisario (Dc), Giuseppe Cicciarella (Psi), Giacomo Lentini (Dc), Carmelo Alfano (Dc), Orazio Caschetto (Dc), Salvatore Carpentieri (Pci), Beniamino Gambuzza (Pci), Antonio Gianì (Pci), Giuseppe Monaco (Psi), Giovanni Brancati (Pci), Sebastiano Tringali (Psi), Giorgio Barone (Psi). Alla deliberazione consiliare, come ricorda il decano dei giornalisti ispicesi Salvatore Puglisi in un articolo a suo firma apparso sul periodico interprovinciale «Gazzettino degli Iblei», è allegata una relazione di dieci pagine.

«Una relazione ? dice Sesto Bellisario ? redatta senza demagogia e di proprio pugno, da Quinto Bellisario, con la consueta e naturale concisione. ? una lucida radiografia di una città sicuramente gloriosa. Il taglio dato era quello di una società generosa, amante della solidarietà, dell’amicizia,del volontariato. In altre città un simile evento sarebbe stato festeggiato in pompa magna e sarebbe stato onorato come meritava l’autore dell’evento, che ha fatto più grande questa città. Ad ispica invece tutto è passato sotto silenzio, quasi come una tacita consegna, non si è ufficialmente commemorato nulla.

Comprendiamo la distrazione dei giovani amministratori che non hanno nemmeno l’idea dei grandiosi eventi amministrativi passati, ma non comprendiamo l’indifferenza dell’onorevole Innocenzo Leontini, che pure firmò la delibera come consigliere comunale, e ben conosceva l’impegno politico ed amministrativo di Quinto, nè si può giustificare l’indifferenza del sindaco Rustico, che pure in quel tempo militava nella Dc, anche se da un fronte di forte ostilità e contrapposizione. Giustamente Puglisi ? sottolinea Bellisario ? scrive di «finta smemoratezza» degli attuali amministratori, forse perchè sentono imbarazzo e disagio a ricordare una stagione di veleni profusi a piene mani contro Quinto.

Ma nessuno riuscirà a cambiare il giudizio degli ispicesi secondo i quali oggi nessun amministratore, da 15 anni a questa parte, può reggere minimamente il confronto con Quinto Bellisario. Giova ricordare che la gente non ha ancora dimenticato che fu proprio Quinto, in quel periodo, a fare arrivare ad Ispica qualcosa come 37 miliardi delle vecchie lire. Fu allora che vennero realizzate la nuova pretura, la scuola superiore Itis, la piscina comunale, le case per gli anziani, la rotonda all’ingresso di Ispica, l’acqua potabile e l’illuminazione a Santa Maria del Focallo.

Alcune di queste realizzazioni stanno andando perdute perchè nessuno è riuscito, da allora, a completarle. Parlo della pretura, della piscina, delle case per gli anziani. Purtroppo, per mancanza di amministratori come Quinto, la nostra città oggi è indegnamente relegata all’ultimo posto nella graduatoria delle città iblee. Non per niente - conclude - i cittadini ispicesi affermano ancora che dopo Quinto Bellisario e Salvatore Stornello ad Ispica c’è stato (e ci sara’?) il nulla!».