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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 819
ISPICA - 07/04/2009
Attualità - Ispica: il progetto preliminare è stato protocollato al comune

Ripascimento protetto per arginare l´erosione delle coste

I 3 milioni e 600 mila euro stanziati dal Ministero per l’ambiente non basteranno. Ce ne vorranno altri altri 4 milioni e 400 mila

Ripascimento morbido protetto. Si interverrà, applicando questa soluzione, per arginare l’imperversante erosione della fascia costiera ispicese. Il progetto preliminare è stato protocollato al comune. L’avanguardia del lavoro effettuato, anche se per il momento solo sulla carta, è dimostrato dal quasi nullo impatto ambientale che subirà il litorale. E la sabbia utile a foraggiare il ripascimento sarà reperita nelle cave sottomarine a largo di Santa Maria del Focallo.

Il progetto sarà realizzato, sfruttando quei 3 milioni e 600 mila euro, stanziati dal ministero per l’Ambiente diverse settimane fa. La somma, percepita già dal Comune, non sarà sufficiente per finanziare l’intero progetto. Servirà a realizzarne solo uno stralcio, tenendo conto delle priorità scaturite dalle emergenze ambientali. Ci vorranno altri 4 milioni e 400 mila euro per portare a compimento gli interventi. Il denaro in ammanco sarà reperito, attingendo da tre possibili canali: fondi regionali, Por 2007 – 2013, Ministero dell’ambiente nei prossimi programmi di finanziamento.

Novità sui finanziamenti ministeriali saranno presto fornite da Innocenzo Leontini, capo gruppo di Forza Italia all’Ars. Nei prossimi giorni, il deputato si recherà a Roma e discuterà della faccenda direttamente con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Lo ha reso noto ieri in conferenza stampa lo stesso deputato «azzurro», durante la presentazione del progetto da effettuare lungo i 14 km di costa.

Il progetto è stato redatto da tre esperti di idraulica marittima e ambientale costiera: l’ingegnere Massimo Brocato e i geologi Salvo Puccio e Giuseppe Pappalardo. Si tratta di tecnici non ispicesi. È stato importante il contributo dell’assessore alla Fascia costiera, Paolo Mozzicato, nella qualità di geologo, che ha spiegato:«L’arretramento degli arenili è dovuto alla mancanza di sabbia. Per questo abbiamo optato sul ripascimento. Nello specifico al trasporto di sabbie, di adeguata granulometria e di natura composizionale. Il dragaggio sarà effettuato nei fondali dove le correnti hanno generato accumuli di sabbie».

«Gli accumuli – ha precisato Brocato – scaturiscono in primis dalle infrastrutture, quali il porto di Pozzallo e la provinciale 67 che si estende lungo la costa, realizzata distruggendo le dune di sabbia, deterrenti del fenomeno erosivo marino delle coste». La sabbia sarà poi analizzata, eventualmente stoccata e collocata nell’arenile fino a Ciriga, dove il litorale diventa roccioso. «Sulla roccia - evidenzia Puccio – siamo in presenta di aree Sic (Siti interesse comunitario), pertanto gli interventi saranno limitati alla riqualificazione ambientale: ricollocare le strutture di sostegno già esistenti, come quelli presenti a Punta castellazzo».

Il ripascimento sarà realizzato attraverso draghe che pomperanno acqua e sabbia dal punto di prelievo sino a quello di collocazione. «Così realizzato – sottolinea Pappalardo – il ripascimento sarà poi protetto da pennelli di roccia calcarea permeabili atti a «catturare» le sabbie ripascite, non consentendone la dispersione causata dall’idrodinamica del moto ondoso». Il progetto esecutivo è già predisposto. «Passeranno circa 8 mesi – conclude il sindaco Rustico -. Si attendono l’approvazione degli enti, le autorizzazioni e i nulla osta ambientali. Poi l’appalto».