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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 693
ISPICA - 19/03/2009
Attualità - Ispica: la denuncia del consigliere Roccuzzo

Ispica: resta bloccato l´iter della zona artigianale

La «querelle» dura da quasi un anno

Rimane inevaso l’iter inerente alla procedura utile a realizzare l’area artigianale. Denuncia il fatto Giuseppe Roccuzzo, consigliere comunale del Partito democratico (Pd).

I termini sull’approvazione della zona artigiana risultano, nei fatti, bloccati proprio perché la documentazione giace non esperita alla Regione. Per ricevere chiarimenti, il 16 gennaio scorso, Roccuzzo ha presentato un’interrogazione al Comune, richiedendo al sindaco Piero Rustico una risposta scritta.

La «querelle» dura però da quasi un anno. Gli artigiani ispicesi avevano ben sperato nel maggio dello scorso anno. Ossia quando il Consiglio comunale aveva approvato una variante sul Piano regolatore generale volta ad individuare

un´area da destinare a Piani insediamenti produttivi (Zona «D2» - Pip). Un modo per estrapolare l’area artigianale dal prg, procedendo nella sua costituzione e neutralizzando i tempi biblici ai quali purtroppo obbliga l’adozione di uno strumento urbanistico.

La procedura attuata, in sostanza, sarebbe stata alla stregua di quella utilizzata per l’approvazione delle lottizzazioni: si liberano terreni dai vincoli imposti dal Prg e si predispongono per insediamenti produttivi o abitativi.

Successivamente, l’area fu individuata nel «satellite» del consorzio Asi, collocato sulla strada provinciale che da Ispica conduce a Pozzallo.

Con il favorevole voto del Consiglio comunale, l’8 maggio 2008, l’area artigianale «otteneva» la concreta possibilità di vedersi realizzata, in quanto l’iter di approvazione avrebbe potuto seguire vie più veloci rispetto a quelle dettate dal Prg. Dopo l’approvazione, gli atti sono stati inviati all’assessorato regionale Territorio e Ambiente: era il 17 settembre 2008.

Due mesi dopo, era il 17 novembre, la Regione ha richiesto al Comune la trasmissione dello specifico parere del Genio civile di Ragusa, delle norme di attuazione e dell’attestazione sull’utilizzazione agricola del suolo, oggi individuato come area artigianale, con riferimento allo Studio agricolo forestale.

Gli atti, secondo quanto denuncia Roccuzzo, non sono mai stati trasmessi alla Regione, motivo per cui i termini per l’approvazione dell’area artigianale sono, di fatto, bloccati.

Anche la Cna sollecita l’amministrazione e l’Asi, «richiedendo una riunione finalizzata a conoscere lo stato dei lavori relativi all’iter di realizzazione del satellite Asi lungo la provinciale Ispica - Pozzallo».

«Lo scorso 4 febbraio – afferma il presidente Corrado Covato – avevamo già rivolto una richiesta ai due enti, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta. Riteniamo inconciliabili i tempi delle istituzioni, e soprattutto della politica, con quelli delle imprese che, soprattutto in questo periodo, non riescono a trovare certezze sul futuro, considerato anche il momento di estrema difficoltà economica. Il nostro sollecito vuole trasformarsi in un input, in modo tale che il Comune e l’Asi possano porre nelle priorità di intervento lo sviluppo delle aree attrezzate per le imprese. Non siamo disponibili – conclude Covato – a far passare altro tempo: occorrono misure straordinarie per fronteggiare la crisi».

Il momento di crisi che attraversano gli artigiani non può crto fra l’altro attendere i tempi della burocrazia. «La stessa lentezza burocratica – spiega Carmelo Caccamo, responsabile organizzativo territoriale Cna – dobbiamo proprio registrare per realizzare una zona artigianale. Il punto è stato approvato dal Consiglio comunale addirittura nel maggio 2008. Ci risulta che l’assessorato regionale abbia inviato una comunicazione il 17 novembre scorso al Comune con la quale si chiede di produrre la documentazione mancante: il parere del Genio Civile, le norme di attuazione e lo studio agricolo forestale in quanto la zona interessata sarebbe oggetto di una variazione da terreno agricolo a zona per insediamento produttivo».