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ISPICA - 24/10/2007
Attualità - Ispica - Sperimentazione musicale nella coltivazione dell’ortaggio

Ciliegino coltivato
a ritmo di musica

Dal pop alla etnica, passando per la classica Foto Corrierediragusa.it

La sperimentazione musicale su una migliore maturazione del ciliegino potrebbe rendere Ispica la culla di tale pregiata coltivazione. Un’azienda, la Natura Iblea che produce in contrada Marabino sul territorio ispicese, sottopone da 18 mesi, ogni giorno, ben 20 mila metri quadrati di ciliegino a irradiazioni musicali per le otto ore del ciclo fotosintetico, utilizzando un impianto di diffusione che assicura uniforme ricezione in decibel ad ogni pianta. Un procedimento sperimentale regolato da un disciplinare di produzione redatto in collaborazione con i tecnici dell’Università di Palermo.

In sostanza, il procedimento prevede l’alternarsi, secondo «precise periodizzazioni e pianificazioni musicologiche», di irradiazioni di musica Pop e, precisamente, del genere non urlato. Poi, di musica etnica, in particolare quella siculo ? mediterannea che ha garantito importanti i risultati con gli Agricantus. Ed, infine, di musica classica, più o meno accompagnata dall’ausilio delle parole, trasmessa quotidianamente da Radio Tre.

I risultati di tale sperimentazione sono incredibili. Dal confronto delle analisi compiute in laboratorio sui pomodorini maturati in modo tradizionale nelle serre e su quelli a suon di musica, soprattutto, dopo le somministrazioni di musica classica, è emersa una differenza sostanziale fra i due prodotti. Una differenza constatata attraverso l’esame di molti parametri.

Infatti, nel Tomato charry music raddoppia il contenuto di «lycopene», un prezioso antitumorale. Aumenta del 20 per cento l’apporto di zucchero, risultato stimato attraverso il «brix test» relativo al gusto. Ed è stato inoltre individuato, attraverso il «pannel test», uno stress minore e uno stato di salute maggiore sia nell’apparato radicale che in quello floreale della pianta.

La sperimentazione si concluderà in modo probabile nel dicembre del 2008. L’azienda potrà poi fregiarsi di un brevetto, depositando la procedura all’albo delle produzioni nazionali: Ispica sarà riconosciuta come la culla dello «Cherry music tomato».

La sperimentazione è stata importata a Ispica dagli Stati Uniti d’America. Negli Usa è iniziata negli anni ?60. ? stata accolta, oltre alle produzioni agricole, anche in alcuni allevamenti di mucche da latte. Si inserisce in modo essenziale nella creazione di un rapporto armonico tra la pianta e l’ambiente in cui cresce. Un rapporto che, secondo recenti studi, in primis, quelli effettuati da importanti università olandesi, salvaguarda le piante da stress e da malattie, giovando sia alla qualità che alla quantità della produzione.

I dati delle indagini comparative effettuate in laboratorio con il pomodorino che matura in modo tradizionale sono state anche il motivo di un incontro fra il sindaco Piero Rustico, Roberto Giadone e Rosario rabbito, rispettivamente amministratore unico e responsabile di produzione di Natura Iblea.

Le serre dello Tomato charry music sono state abbinate ad un progetto di turismo integrato attraverso la realizzazione di un relais che valorizza la torre medievale della contrada Marabino e una serie di percorsi enologici che fanno capo a importanti circuiti regionali e nazionali di degustazioni di vini.

L’azienda infatti vanta prestigiosi riconoscimenti per i neri d’avola Doc Eloro, per uno chardonnay Igt e per un moscato di Noto Doc, il Moscato della Torre, che lo scorso anno ha partecipato alla finale dei tre bicchieri nella Guida del Gambero Rosso.

Il sindaco si è congratulato con i responsabili dell’azienda per il progetto di sperimentazione agricola portato avanti e per la modernissima proposta di turismo integrato elaborata, coniugando storia, natura, enologia e agricoltura biologica.

«Scommettere ? dice il primo cittadino ? sull’innovazione e puntare all’eccellenza nella produzione come nel turismo significa essere competitivi e esaltare il territorio e le sue risorse, promuoverlo e valorizzarlo».