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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 1019
ISPICA - 16/10/2008
Attualità - Ispica - Si sarebbe dovuto discutere del Piano regolatore generale

Il sindaco Rustico "snobba" gli agricoltori e diserta l´incontro

Roccuzzo: "Sullo strumento ci sono perplessità tra i cittadini" Foto Corrierediragusa.it

Il sindaco Piero Rustico (nella foto) e il presidente del consiglio comunale Massimo Dibenedetto hanno disertato lunedì scorso la riunione con gli agricoltori, proprietari terrieri nelle contrade Scorsone e Crocefia. Nell’auditorium «Madre Curcio», dove si riunisce la massima assemblea cittadina, avrebbero dovuto discutere del Piano regolatore generale. O meglio, di quella decisione che destina come parco l’ampia estensione di territorio agricolo utilizzato per la zootecnia, inserita nella proposta di revisione parziale del Prg. E tale scelta ha suscitato apprensione negli agricoltori, possidenti delle terre nelle zone interessate.

I primi consiglieri comunali a stigmatizzare il comportamento del sindaco e di Dibenedetto sono stati i rappresentanti della minoranza Mario Santoro (Sviluppo e Solidarietà) e Giuseppe Roccuzzo (Partito democratico).

Il consigliere Santoro, in una lettera, ha domandato al primo cittadino di «metter per iscritto le ragioni che gli hanno impedito di partecipare alla riunione con gli operatori agricoli delle contrade Scorsone e Crocefia che avrebbe dovuto tenersi il 13 ottobre». Chiedendo, sempre nella nota, a Dibendetto di «inserire all’ordine del giorno del Consiglio comunale un punto che possa riguardare l’esame dei problemi che potrebbero verificarsi, destinando alla stregua di un parco le due contrade».

«Lunedì scorso – precisa Santoro nel documento – si sono presentati decine di agricoltori che hanno invano atteso la presenza del sindaco e dell’amministrazione, trovando chiusi i locali dove avrebbe dovuto tenersi la riunione e sono stati costretti ad aspettare sulla strada. Il comportamento tenuto è politicamente inaccettabile in quanto non ha tenuto in nessuna considerazione le richieste di confronto. Tra l’altro – rincara la dose – sono prive di fondamento le giustificazioni riguardo alla decisione sulla destinazione come parco delle due contrade, motivata da un presunto vincolo imposto dalla Provincia: nessuna procedura preventiva, negoziale e, o di concertazione è stata posta in essere per attuare le indicazioni (non vincolati) previste nel Piano territoriale della Provincia. In effetti – conclude Santoro - dal comunicato stampa diffuso dal Comune il 25 giugno scorso emerge che la scelta è riferibile all’amministrazione, che, in quella data, ha informato la città del sistema integrato di parchi, fra i quali quello di cava d’Ispica, che riguarda proprio le contrade Scorsone e Crocefia».

Il consigliere Roccuzzo rincara addirittura la dose, asserendo che «il Prg desta perplessità nella maggior parte dei cittadini. In particolare, fra i titolari delle aziende agricole e zootecniche delle contrade Crocefia e Scorsone che vedrebbero, per una scelta politica effettuata dall’amministrazione, i propri terreni vincolati per l’istituzione di un parco naturale. Disertare poi l’appuntamento di lunedì scorso risulta un comportamento fuori da ogni logica politica».