Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 890
ISPICA - 21/06/2016
Attualità - Presentato un ricorso contro il comune di Ispica

Legambiente al Tar per ripascimento costa

Per i circoli di Ispica, Modica e Ragusa il progetto contravviene al Piano paesaggistico Foto Corrierediragusa.it

Il ripascimento della costa antistante S. Maria del Focallo non è «morbido» ma invasivo. I tre circoli iblei di Legambiente si sono rivolti al Tar presentando un ricorso contro il comune di Ispica perché hanno riscontrato errori nella procedura di autorizzazione per la costruzione di 11 pennelli e 13 barriere a mare. Per i circoli di Ispica, Modica e Ragusa il progetto contravviene al Piano paesaggistico e l’iter progettuale non rispetta la normativa per quanto riguarda la certificazione del Via (Valutazione di impatto ambientale). Oltre al ricorso al Tar i circoli si sono rivolti alla segreteria regionale perché venga intrapresa una battaglia perché le regole vengano rispettate. Il progetto per la salvaguardia della costa, che risulta erosa in molti punti del litorale ispicese, prevede un intervento complessivo di più di 15 milioni di euro e la costruzione di numerose massicciate in pietra e pochissimo riporto di sabbia nelle zone erose. Il progetto è stato al centro di diatribe roventi per diversi anni, essendo Legambiente da sempre convinta che le scelte tecniche operate non fossero ottimali. Legambiente ha ritenuto che il parere della Soprintendenza sia stato dato in dispregio dell’art. 36 del Piano Paesaggistico che vieta interventi di «pennelli» a mare e che inoltre qualcosa non quadrasse nell’impianto procedurale ed autorizzativo.

Per il circolo «Il cigno verde» il progetto doveva essere sottoposto ad un confronto con i portatori di interesse pubblici per quel controllo democratico previsto dalla normativa ma questo passaggio non è stato mai consumato se non con notevole ritardo da parte del comune che ha pubblicato il parere richiesto solo lo scorso marzo e solo dopo la richiesta di accesso agli atti da parte di Legambiente. Nota l’associazione ambientalista: «Di fatto è come se una coppia prima celebrasse il matrimonio e poi facesse le pubblicazioni al Comune». I circoli iblei mettono poi in evidenza che non vogliono bloccare il progetto ma renderlo più snello, meno invasivo e soprattutto utile per evitare quanto successo già sulla spiaggia di Arizza-Spinasanta dove nel braccio di mare antistante sono stati posti i frangiflutti ma è stata bloccata l’erosione.