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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1041
ISPICA - 05/04/2016
Attualità - La via del Carrubbo c’è fino ad un certo punto e poi... puf, sparisce!

VIDEO Da 11 anni "prigionieri" in casa senza strada!

Un incubo ad occhi aperti per i diretti interessati che ora sono intenzionati a dire basta
Foto CorrierediRagusa.it

Cittadini «prigionieri» a casa propria in una strada che... non esiste! Si può riassumere in questi termini il paradossale caso dai pirandelliani risvolti che da 11 anni costituisce l’incubo ad occhi aperti dei coniugi Di Martino – Cannata.


I protagonisti di questa singolare vicenda quindi sono “virtualmente” residenti in via del Carrubbo, così come si evince dai loro documenti, ma non nella realtà. Il passaggio è difatti bloccato dal recinto realizzato da un privato, che delimita un terreno da espropriare sul quale dovrebbe sorgere il prolungamento di via del Carrubbo, una strada prevista nel Piano regolatore generale e da anni progettata. La famiglia Di Martino – Cannata, quindi, pur risultando residente in via del Carrubbo, o meglio sulla sua intersezione, non vi ha materialmente accesso a causa di una recinzione che è la diretta conseguenza di un non progettato esproprio.

Come ci spiega la signora Dorotea Cannata nel video, lei e i suoi familiari accedono a casa propria percorrendo un passaggio stretto e lungo, sul lato sinistro della loro proprietà, perpendicolare a via Lombardia, che, in realtà, dovrebbe essere destinato a verde privato, quale pertinenza delle altre abitazioni i cui proprietari non hanno recintato le rispettive aree (pur essendo nel loro diritto) proprio per non privare i coniugi Di Martino – Cannata dell’unica via di accesso a casa loro. Peraltro il privato che ha sbarrato col recinto l’intersezione di via del Carrubbo possiede la servitù di passaggio su questa stradina e vi transita con i suoi mezzi da lavoro (opera nel settore edile), con tutti i disagi del caso per le altre 7 famiglie residenti, di cui una (quella dei già citati coniugi) priva di accesso diretto dall’altro lato dello stabile. Si tratta di una situazione assurda che penalizza e “imprigiona” di fatti solo la famiglia Di Martino – Cannata (le altre abitazioni hanno l’accesso principale dall’altro lato delle case, dove insiste la strada che poi termina nel recinto che delimita il terreno che avrebbe dovuto essere espropriato. L’intricata vicenda è approdata sulla scrivania di un avvocato, che, per conto dei coniugi Di Martino – Cannata, ha presentato una diffida, inviandola al Comune il 4 dicembre scorso, indicando in oggetto il «completamento della Circonvallazione Nord (via del Carrubbo)».

Nel documento, è stato intimato «di predisporre entro e non oltre 30 giorni dal ricevimento della diffida tutti gli atti necessari per provvedere al completamento di via del Carrubbo». Nessuna risposta è arrivata, seppur i tempi imposti dal legale siano ampiamente scaduti. E d’altronde, come accennato, i coniugi Di Martino – Cannata aspettano ormai da ben 11 anni. Eppure non dovrebbe essere così difficile espropriare quella “terra di mezzo” ampia appena 200 metri, che costerebbe al comune, nella peggiore delle ipotesi, come sostenuto dagli interessati, circa 30 mila euro, specie considerando che gli stessi residenti sborsarono a suo tempo esosi oneri di urbanizzazione che non furono a carico del lottizzante, ma dei proprietari dei lotti. Tali oneri comprendono anche la realizzazione delle strade. Una strada che, nel caso in questione, completerebbe come naturale prolungamento la via del Carrubbo, liberando di fatto da questa assurda situazione i coniugi Di Martino – Cannata che peraltro si chiedono “Che fine abbiano fatto quei soldi”.

A questo punto gli interessati non escludono di rivolgersi alla procura per individuare eventuali responsabilità di terzi e scrivere nel minor tempo possibile (ma si parla comunque di anni) la parola “fine” a questa vicenda. Sempre che il comune non faciliti tutto procedendo all’esproprio del terreno e al prolungamento della strada. Il sindaco Pierenzo Muraglie, già da tempo a conoscenza del singolare caso, si adopererà per risolverlo il prima possibile, come ci ha dichiarato al telefono. Di certo i coniugi Di Martino – Cannata non attenderanno altri 11 anni.