Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 536
ISPICA - 20/08/2008
Attualità - Ispica - Baldassarre Moncada è figlio legittimo del "barone" Curto

La storia a lieto fine del "nobile povero" ha commosso Ispica

L’epilogo della storia balzata agli onori delle cronache nazionali Foto Corrierediragusa.it

Sono padre e figlio: Baldassarre Moncada, il «nobile povero» abbandonato ancora implume sugli scalini dell’allora Municipio, era il 1904, poiché scandaloso frutto dell’amore proibito fra un ricco signore ed una plebea, sarà finalmente considerato «legittimo» erede di Francesco Vaccaro Curto. Nessuna impugnazione nella fase di appello, avverso alla sentenza numero 279 emessa dal Tribunale civile di Modica nel 2007, è stata infatti proposta dal nipote di quest’ultimo. Si tratta di un’odissea giudiziaria, giunta ormai alle battute conclusive, che scaturisce da una causa intentata dal nipote di Baldassare Moncada, Marco Genovese, oggi assessore comunale allo Sviluppo economico.

Come nel più struggente dei romanzi, il giovane ha deciso di riscattare la dignità del nonno appellato «bastardo» e defraudato dal naturale diritto di esser considerato figlio, sol perché la madre, Saveria Moncada, era di umili origini. Marco, laureando in giurisprudenza, ha appreso sui libri dei diritti di successione e la consapevolezza di una giusta pretesa della quota «legittima» ha fatto tutto il resto.

Francesco Vaccaro Curto, ricchissimo, era un notabile ispicese, meglio conosciuto con il titolo di «barone»: erano però nobili solo le parentele, più o meno dirette, con diverse famiglie di alto lignaggio provenienti da tutta la Sicilia, tra i quali gli Statella. Il «barone» e Saveria Moncada sono stati attori inconsapevoli della vicenda: non sono mai approdati nelle aule di Tribunale per la causa che li ha visti loro malgrado coinvolti in quanto sono passati a miglior vita tantissimi anni fa. Baldassare Moncada, morto quasi centenario, non è giunto ad assistere alla conclusione del processo.

«Saranno per sempre padre e figlio»: è quanto afferma l’avvocato Giovanni Sciangula, legale degli eredi del «nobile povero» Baldassare Moncada, che ha diffuso la notizia di quanto si è consumato in Tribunale lo scorso mese. «Dopo 9 lunghi anni di battaglie giudiziarie ? afferma Sciangula ? la sezione civile della corte d’Appello di Catania, attraverso un provvedimento emesso il 23 luglio 2008, ha certificato che nessuna impugnazione nella fase di appello è stata proposta da Francesco Vaccaro, nipote del «barone», avverso alla sentenza numero 279 del 2007, emessa dal Tribunale civile di Modica.

Tale certificazione ? spiega ? è risultata fondamentale poiché, secondo la legge, per stabilire definitivamente se il «barone» Vaccaro Curto fosse il padre di Moncada Baldassare, era necessario che la sentenza passasse in giudicato, cioè che non vi fosse nessuna proposta in appello. Le ragioni per cui il nipote del «barone», il dottore Francesco Vaccaro, non ha deciso di appellare la sentenza possono essere molteplici. Fra le tante, può annoverarsi il fatto che le salme dei due cadaveri avrebbero dovuto essere di nuovo riesumate, con conseguenti costi esosi per procedere ad un secondo esame del dna. Il primo è stato effettuato a Milano presso l’istituto universitario di Medicina legale dal dottor Marzio Capra durante il processo di primo grado. Poi, evitare lo strazio ai parenti: è atroce infatti sottoporre i familiari a rivedere immagini raccapriccianti dei propri cari».

Sciangula è però un fiume in piena e vuole esternare quel che pensa realmente sulla mancata impugnazione della sentenza. «A mio avviso ? sostiene l’avvocato ? il dottor Francesco Vaccaro sapeva che Baldassare Moncada era figlio di suo nonno, del «barone»: tutto la città di Ispica ne era in fondo a conoscenza e i testimoni ascoltati in giudizio ne sono la prova. E non ultime, le indagini di Marco, il nipote di Moncada, che ha reperito, dopo mille peripezie, la richiesta del «barone» al Vescovo di Noto di quei tempi di celebrare nozze segrete con Saveria Moncada, producendola come prova in giudizio. Infine ? conclude Sciangula ? il test del dna che ha decretato un grado di certezza della paternità incontrovertibile, 99,99 per cento: su questo punto la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha stabilito che per accertare la paternità è sufficiente una percentuale molto più bassa di quella verificata nel corso del nostro giudizio».

L’avvocato Sciangula, adesso, provvederà al deposito del ricorso, nell’interesse degli eredi Moncada, per la prosecuzione del processo dinanzi al Tribunale di Modica, sospeso proprio per consentire il passaggio in giudicato della sentenza, al fine di regolamentare «i diritti successori di Baldassare Moncada sul patrimonio relitto di Francesco Vaccaro Curto nato ad Ispica il 2 ottobre 1864»: questo è quanto contempla l’ordinanza collegiale del Tribunale di Modica del 3 maggio 2007.