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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1399
ISPICA - 17/11/2015
Attualità - L’allarme di Sikelion

Sito archeologico Cava d´Ispica deturpato

Zone da preservare e proteggere invece ridotte ad un immondezzaio Foto Corrierediragusa.it

I siti archeologici sono ridotti a un immondezzaio. Rifiuti «speciali» e pericolosi saturano il fondovalle di Cava d’Ispica. Uno dei bracci minori del canyon, Cava Mortella, risulta inquinato da inerti da demolizioni edilizie, da pneumatici, da amianto, da carcasse di autovetture e quant’altro. In assenza di strutture di contenimento, i rifiuti franano, trascinati dagli agenti atmosferici, depositandosi nell’alveo del torrente Busaidone, fino a Vignale San Giovanni. Denuncia il fatto il locale circolo di Legambiente, «Sikelion», che, per «scuotere la politica e sensibilizzare i cittadini, promuove una manifestazione di volontariato ambientale che si tradurrà in una pulizia straordinaria del fondovalle sabato 21 e domenica 22 novembre». Tutti potranno aiutare l’associazione ambientalista ispicese, che fornisce prova di grande spirito di abnegazione verso il proprio territorio. Le intense precipitazioni dei giorni scorsi hanno provocato ingenti danni sul territorio ispicese in particolare, «una conseguenza – evidenziano i rappresentanti di Sikelion – del diffuso fenomeno dell’abusivismo edilizio, ritenendo però «incredibile che passi ancora sotto silenzio uno scempio che si protrae da anni e che si rinnova, puntuale e devastante, in occasione di ogni evento climatico appena più intenso della media: lo slavamento di quintali di rifiuti speciali lungo il fondovalle di Cava Ispica».

Negli ultimi quaranta anni, spiegano «Cava Mortella è stata in parte colmata con materiale di risulta di vario genere: per lo più inerti da demolizioni edilizie, ma anche rifiuti altamente inquinanti e pericolosi come pneumatici, amianto, carcasse di autovetture e così via. Orbene, in assenza di qualsivoglia struttura di contenimento, tutto ciò tende costantemente a franare e, trascinato dagli agenti atmosferici, a depositarsi lungo il letto del torrente Busaitone, fino al cosiddetto Vignale S. Giovanni. Questo continuo stillicidio di detriti e immondizia – denunciano – deturpa in modo irrimediabile uno degli angoli più belli della Sicilia, pregiudicandone in radice ogni tentativo di valorizzazione in chiave turistica». Senza contare le ferite arrecate al delicato ecosistema del luogo. Ed i pericoli verso quali incorrono i beni archeologici e culturali disseminati lungo il fondovalle.