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ISPICA - 06/08/2008
Attualità - Ispica - Circa 50 le fosse venute alla luce

Cava d´Ispica regala tesori: scoperto un sepolcreto

127 mila euro a carico dell’amministrazione per i lavori Foto Corrierediragusa.it

La scoperta di un sepolcreto, sono circa 50 le fosse venute alla luce, ha reso necessario un intervento aggiuntivo sui lavori di recupero ambientale e fruitivi del sito archeologico della Forza, area terminale di Cava d’Ispica. Sotto l’egida della Sovrintendenza, l’ufficio tecnico del Comune ha predisposto per oggi una gara d’appalto ufficiosa. L’importo dei lavori sarà di circa 127 mila euro a carico dell’amministrazione comunale.

Dal rilievo della necropoli è scaturita l’esigenza di un progetto che interverrà solo sugli scavi archeologici. In origine, i lavori interessavano il recupero della chiesa di San Giovanni e del mulino ad acqua «Tre ladri», la nuova scoperta ha determinato tutto il resto.

Nel «vignale» San Giovanni, dal quale prende il nome l’omonima chiesa, sono state rilevate testimonianze che confermano l’esistenza dell’abitato alto medievale di Isbarha. I resti scoperti sono quelli di una necropoli del 400 dopo Cristo, in modo probabile di uso familiare, in un opificio e in quasi certamente un allevamento di maiali. Si tratta, forse, di un nucleo abitativo precedente alla dominazione araba. Successivamente, i contadini e i pastori allestirono le grotte come abitazioni: è diventata questa la peculiarità della strada Barriera; una serie di stretti tornanti che rendono ancor più caratteristico e suggestivo il paesaggio del parco Forza.

Dai primi rilievi, risulta buono lo stato di conservazione del sepolcreto. Sono stati ritrovati resti umani ancora composti. Presto, dal loro esame in laboratorio, sarà possibile stabilire sesso, età, causa della morte, malattie e il «corredo» funerario tipico del 5. secolo d.C: oggetti che, stabilita la qualità e la quantità, potrebbero giustificare l’apertura di un museo.

Fra la chiesa di San Giovanni e il sepolcreto di recente scoperta, non è escluso ci siano, o meglio, siano esistite altre tombe. Diversi anni fa, l’insediamento in quell’area di una fabbrica che produceva laterizi potrebbe aver distrutto la piccola necropoli.

L’archeologo Giovanni Distefano, direttore della sezione Beni archeologici della Soprintendenza di Ragusa, ha guidato l’unica visita serale dedicata ad «Ispicarcheologica», l’assoluta novità del programma riservato all’estate ispicese. Il soprintendente ha evidenziato quanto l’area archeologica ispicese sia il sito conservato in modo migliore, rispetto a tutti gli altri della provincia.

L’archeologo non fatto mistero del fatto che Cava d’Ispica, in particolare il parco Forza, abbia tutte le carte in regola per diventare patrimonio dell’umanità dell’Unesco.