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ISPICA - 05/08/2008
Attualità - Ispica - Lo ha conseguito il direttore di banda Giannino Amore

Ispica: diploma in strumentazione

L’unico in provincia a possedere questo titolo Foto Corrierediragusa.it

Giannino Amore (nella foto), direttore della banda «Città di Ispica», ha appena conseguito il diploma di Strumentazione: si tratta dell’unico direttore di banda in provincia ad essere in possesso di questo titolo specifico, l’unico richiesto formalmente per i concorsi riservati ai direttore di banda. Ha sostenuto l’esame finale la settimana scorsa, a Bari, presso il prestigioso conservatorio «Niccolò Piccinni»: le migliori bande italiane sono appunto quelle pugliesi.

Ha conseguito il punteggio di 8,50 su 10. Amore, a 9 anni ha iniziato a suonare in banda, a 20 ne è diventato il vice capobanda, a 25 capobanda e, dal 2004, ne è divenuto il direttore. Ha ricevuto le prime nozioni musicali dai genitori: il padre per il clarinetto e la madre per il pianoforte. La sua cultura ed esperienza musicale vanno oltre le conoscenze bandistiche. Suona infatti il pianoforte l’organo, la chitarra, il sax, il flauto, oltre all’intera famiglia dei clarinetti. Ha fatto parte, come tastierista, di diversi complessi musicali delle province di Ragusa, Siracusa e Catania.

Ha accompagnato solisti quali Carmelo Fede, prima tromba del teatro massimo «Vincenzo Bellini» di Catania, Massimo Ruta, primo tenore presso lo stesso teatro e il tenore di fama internazionale Pietro Ballo. Dirige inoltre la «Rag time hyblea band», formazione di 20 elementi che si propone di divulgare il Rag Time con arrangiamenti e strumentazioni effettuate personalmente. Annovera tra le sue produzioni musicali le composizioni tre marce funebri, uno scherzo marciabile e circa 50 tra strumentazioni e arrangiamenti per banda di brani sia classici che moderni. «Vivo la musica come un hobby - afferma Amore -. Sono solo animato da una grande passione.

Solo per motivi anagrafici - aggiunge - vorrei inviare un messaggio alle nuove generazioni: in questo momento di crisi di valori, di identità, di spiritualità (non necessariamente in senso religioso), la mia esperienza è che la musica possa colmare il vuoto che si percepisce nella nostra società. Il valore della cultura, dell’ascolto e del fare musica concede a chi la esercita una piacevolezza che non ha limiti.

La musica è concreta e nello stesso tempo eterea, è reale quando la eserciti e virtuale quando la ascolti. Concede sensazioni ed emozioni sempre nuove che nulla hanno a che vedere con sostanze o diversivi che i pseudo-modelli sociali ci propongono e che invece portano all’alienazione del corpo e della mente. Bisogna - conclude Amore - nutrire la mente e il corpo di musica: la società non potrà che essere migliore».