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ISPICA - 07/10/2015
Attualità - La denuncia degli ambientalisti si "Sikelion"

Cava di sabbia abusiva sul litorale ispicese?

Sarebbe stato un libero professionista a scoprire la vicenda tutta da accertare Foto Corrierediragusa.it

Dune ridotte cave. L’esistenza di una «sospetta cava abusiva di sabbia a Santa Maria del Focallo» è denunciata da «Sikelion», circolo ispicese di Legambiente, che, attraverso un documento, diffonde quanto «riferito nei giorni scorsi da un libero professionista, che, in un esposto al Comune e alla Guardia di Finanza, ha segnalato un vistoso sbancamento delle dune di sabbia, insistenti in un fondo comunale nei pressi di via Ucca a Marina». Nel documento, è rivelato che libero professionista autore dell’esposto è «un architetto», sottolineando che «l’architetto evidenzia giustamente come una simile attività, oltre ad alterare la singolarità del paesaggio e dell’ambiente, provoca e continuerà a provocare lo smottamento di quelle parti delle dune che insistono nell’area dei privati». Legambiente Italia denuncia ormai da molti anni che, nel nostro Paese, lo sfruttamento delle risorse minerali è teatro di un grottesco far – west normativo, con discipline diverse da regione a regione (in Sicilia, trattasi delle leggi regionali nn. 127/1980, 19/1995, 25/1999 e 5/2010) e sanzioni spesso blande per costituire un valido deterrente.

In riferimento al far – west normativo, nel documento redatto da Sikelion si evidenzia infatti che «la fascia costiera ispicese è da tempo oggetto di ricorrenti razzie da parte di gente senza scrupoli, che mirano a fare «soldi facili» bypassando tutti i canali leciti per il reperimento delle materie prime, rivendendole, poi, a cementifici e ad imprese operanti nel settore dell’edilizia. In questo modo, il guadagno di pochi si traduce in un danno irreparabile per tutti i cittadini, che soffriranno non solo il deturpamento dell’ambiente e la lesione dell’ecosistema, ma anche le ricadute dell’evasione fiscale sulla qualità dei servizi pubblici».

Per tale ragione, lo scorso anno gli esponenti locali del Cigno Verde hanno pubblicato una relazione, a firma di Fabio Gambuzza, in cui si evidenziava il grave degrado dell’intero apparato delle dune calandrino, nonché i rischi connessi ad un suo ulteriore peggioramento.

In attesa che sia fatta chiarezza sulla vicenda, la presidente di Sikelion Natalia Carpanzano coglie l’occasione per ricordare ai «cittadini ed alle Istituzioni l’importanza di salvaguardare l’integrità del territorio. Sbancamenti ed escavi abusivi – sottolinea – se costituiscono di per sé degli illeciti amministrativi, in un’area già duramente prostrata dall’erosione marina e dagli allagamenti come quella ispicese, assumono risvolti moralmente e giuridicamente delittuosi, laddove provochino ulteriori smottamenti, mettando a repentaglio l’incolumità fisica e patrimoniale delle persone».