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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1405
ISPICA - 19/07/2015
Attualità - Succede nella popolosa zona di contrada Nardella – Passi

Ancora fumarole abusive a Ispica

La polizia provinciale aveva a suo tempo assicurato maggiori controlli, ma a tutt’oggi nulla sembra essersi mosso in tal senso Foto Corrierediragusa.it

Dopo quasi nove mesi dalla prima denuncia dei preoccupati residenti attraverso le colonne di questo giornale, poco o nulla è cambiato per quanto riguarda il pericoloso fenomeno delle fumarole abusive in territorio di Ispica. L’illegale pratica viene reiterata ogni giorno all’alba ammorbando le giornate di quanti vivono e lavorano nella popolosa zona di contrada Nardella – Passi e nella vasta area compresa tra il cimitero comunale e un noto villaggio turistico, in particolare lungo la strada che da Ispica porta al mare, per la precisione a Santa Maria del Focallo. E la situazione già critica viene aggravata dal caldo torrido che rende l´aria ancora più irrespirabile. Decine di chilometri quadrati di campagna puntellate da nuvole di fumo acre e maleodorante provocate da quanti di buon’ora bruciano illegalmente all’aria aperta la plastica dismessa dalle serre, altamente tossica, e scarti di materiale vegetale. Come documentato dalla foto, il fenomeno è abbastanza evidente e si verifica, come accennato, quotidianamente. I responsabili agiscono di notte o all’alba per non rischiare di essere individuati. Ne fanno le spese i residenti, che invocano maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine, specie della polizia provinciale, da sempre attenta a questa problematica, come documentato dalle decine di denunce nelle ultime settimane.

Stando a quanto riferitoci dai residenti, basta farsi un giro di buon mattino nella zona per assistere all’illegale fenomeno. La polizia provinciale aveva a suo tempo assicurato maggiori controlli, ma a tutt´oggi nulla sembra essersi mosso in tal senso e le fumarole sono sempre presenti, come documentato dalla foto in alto inviataci qualche giorno da da un residente non solo preoccupato, ma anche arrabbiato. La zona, è bene ricordarlo, è anche piena di insediamenti produttivi e pure i lavoratori dunque soffrono le conseguenze di questo illegale fenomeno.