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ISPICA - 19/10/2014
Attualità - L’amministrazione comunale affianca i doposcuolisti agli insegnanti delle scuole elementari

A Ispica il doposcuola si fa di mattina!

Insorge Stornello del Pd. Interviene il dirigente scolastico Fava Foto Corrierediragusa.it

L’amministrazione comunale affianca i doposcuolisti agli insegnanti delle scuole elementari. Sarà quindi disponibile al mattino il servizio comunale pomeridiano che favoriva quegli studenti che non potevano permettersi lezioni private. L’iniziativa è stata sostenuta dall’assessore alle Politiche per l’educazione, Maria Luigia Teresa Amendolagine.
È stata organizzata una riunione, dopo l’annuncio comunale della riattivazione del doposcuola, finalizzato all’individuazione di possibili modalità organizzative. Vi hanno partecipano Maria Teresa Cirmena, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Padre Pio da Pietrelcina, Giuseppe Fava, dirigente del Leonardo da Vinci, il sindaco Piero Rustico e l’assessore Amendolagine (foto). Durante l’incontro, il sindaco ha ricordato ai dirigenti che «il servizio doposcuola, nel corso degli anni, ha offerto supporto all’attività della scuola e alle necessità degli alunni». E ha ribadito che «il Comune non è nelle condizioni di poter offrire personale idoneo alla vigilanza e alla pulizia dei locali scolastici durante le ore di servizio (pomeridiane n.d.c.) dei doposcuolisti, motivo per cui i dirigenti dovrebbero utilizzare i collaboratori scolastici degli istituti».

Il dirigente Fava ha quindi comunicato che «le scuole vivono la difficoltà della riduzione del numero dei collaboratori scolastici in servizio negli istituti. Ma, al di là di queste difficoltà, i collegi docenti dei due istituti hanno proposto di utilizzare i doposcuolisti a supporto dell’attività didattica, organizzando un modo che consenta loro di vivere un costante rapporto sinergico con l’attività dei docenti curriculari».

Il sindaco Rustico e l’assessore Amendolagine, in sostanza, hanno riattivato il servizio solo sulla carta. I doposcuolisti non possono lavorare nelle ore pomeridiane poiché ciò implicherebbe un impiego di denaro che l’ente non possiede, dovendo pagare gli straordinari a personale comunale che si occuperebbe dell’apertura, della pulizia e della vigilanza scolastica. Quindi, hanno proposto ai dirigenti Cirmena e Fava di utilizzare i «loro» bidelli per garantire il servizio nel pomeriggio, caricando la scuola di responsabilità e di costi straordinari.

I dirigenti scolastici hanno invece risposto che la scuola non ha abbastanza personale da garantire un servizio di doposcuola pomeridiano comunale. Così,da direttori costruttivi e da buoni economi scolastici hanno proposto d’affiancare i doposcuolisti agli insegnanti, naturalmente, di mattina. Il fine sarebbe quello di aiutare«gli alunni con difficoltà di apprendimento, per motivi vari, fornendo un immediato intervento che limiti o elimini le situazioni di svantaggio che potrebbero emergere per le varie, oggettive dinamiche che si sviluppano all’interno della classe».

Una domanda però urge, gli alunni con disturbi specifici e non specifici d’apprendimento non avrebbero bisogno di insegnanti di sostegno?
Il sindaco Rustico e l’assessore Amendolagine hanno comunque evidenziato l’opportunità di non escludere la possibilità del doposcuola pomeridiano, scaricando però la responsabilità del mancato servizio in quelle ore ai dirigenti scolastici dei due istituti, dove, nel frattempo, il 6 ottobre scorso è stato assegnato parte del personale doposcuolista.

«Ecco l’ultima idea fantastica di Palazzo Bruno»: insorge Gianni Stornello, portavoce del «Kennedy», circolo del Pd. «I doposcuolisti (non tutti per la verità) – informa – sono stati richiamati a fare il loro mestiere, ma di mattina, svolgendo una sorta di attività di supporto nell’orario scolastico ordinario. Insomma un servizio comunale, nato per essere di aiuto ai bambini e ai ragazzini le cui famiglie non possono mantenersi i doposcuola privati pomeridiani, si trasforma in un servizio a sostegno della scuola in quanto apparato. Sia ben chiaro – specifica – sono utili l’uno e l’altro. Ma, dovendo scegliere, l’amministrazione ha scelto l’apparato e non le famiglie. In tutto questo – rivela – c’è un aspetto che i sindacati stanno valutando concretamente ai fini di un possibile ricorso».

Stornello però si spinge oltre. Il dissesto finanziario impone al Comune il taglio del personale comunale in esubero, dovrebbero essere più di settanta i dipendenti a rischio, fra questi potrebbero rientrare i doposcuolisti. «È stata varata – informa Stornello – una delibera di rideterminazione della pianta organica zeppa di illegittimità, tant’è vero che un gruppo di dipendenti l’ha impugnata. Uno dei vizi della delibera è la mancata indicazione dei servizi essenziali che non possono essere soppressi».

E, riferendosi ai doposcuolisti, Stornello si domanda: «Si può muovere il personale dipendente con tanta facilità, destinandolo a servizi che, in un prossimo futuro, potrebbero essere considerati non indispensabili, mettendo a rischio i posti di lavoro di quanti vi operano?». In sostanza, il Comune non poteva permettersi il doposcuola, costava caro. Trasferisce quindi i doposcuolisti negli uffici del Comune, i quali, nel frattempo,seppur con mille difficoltà, iniziano ad acquisire competenze amministrative.

L’amministrazione riattiva il doposcuola lo scorso settembre, ma il sindaco Rustico e l’assessore Amendolagine fanno in modo che i collegi docenti degli istituti scolastici «da Vinci» e «Padre Pio» si assumano la responsabilità di trasformarlo: non è più doposcuola pomeridiano ma supporto agli insegnati, occupandosi forse di problemi degli studenti che loro non competono.

L’amministrazione, così agendo, probabilmente, mette a rischio di mobilità prima e di licenziamento poi, se non trovassero collocazione, i doposcuolisti che dagli uffici comunali sono stati nuovamente trasferiti a scuola, in quanto, come spiega Stornello «destina dipendenti comunali a un servizio che, in un prossimo futuro, potrebbe essere considerato non indispensabile.Non so fino a che punto il doposcuola – conclude –, un servizio di natura sociale ed educativa, possa essere considerato «vuoto a perdere» visti i tempi in cui il pubblico sostegno sociale è necessario per fronteggiare la crisi e le politiche educative andrebbero potenziate».

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DAL DIRIGENTE SCOLASTICO GIUSEPPE FAVA
Ho letto l´articolo di Eva Brugaletta sul doposcuola ispicese e l´accusa di Gianni Stornello all´Amministrazione Comunale. Tengo a precisare che l´utilizzo dei doposcuolisti comunali in orario curriculare è stato chiesto all´Amministrazione Comunale espressamente dai Dirigenti scolastici dei due Istituti Comprensivi in rappresentanza dei Collegi Docenti e perciò dell´intera classe insegnante ispicese di primo grado e non certamente per questioni di disponibilità di collaboratori scolastici. È opportuno chiarire che il doposcuola comunale, affidato a docenti impiegati comunali, nato negli anni 70, fu inventato proprio a Ispica e aveva lo scopo di aiutare gli alunni con difficoltà negli apprendimenti. Ricordiamoci che allora era tassativamente vietato a qualunque persona, esterna all´organizzazione scolastica, entrare nelle scuole e pertanto fu impiantato solo di pomeriggio e gestito dall´Amministrazione Comunale.

Con l´autonomia scolastica, le scuole, se lo ritengono utile per gli alunni, possono avere contatti con altre agenzie formative esistenti nel territorio (Parrocchie, Amministrazione Comunale, Associazioni sportive, Associazioni Onlus, ecc.) e interagire con esse per accrescere l´offerta formativa e le occasioni di crescita culturale, morale e sociale degli alunni. Nel caso specifico, l´Amministrazione Comunale ha messo a disposizione delle due scuole alcuni docenti comunali con il compito di supportare gli alunni con difficoltà negli apprendimenti e delegando ai Dirigenti scolastici la loro gestione.

I Collegi Docenti, cui compete la didattica, all´unanimità hanno deliberato che l´utilizzo dei doposcuolisti in orario curriculare è molto più proficuo che di pomeriggio, sia perché può essere offerto a tutti sia perché contribuisce a includere nelle dinamiche degli apprendimenti quegli alunni che senza la presenza di un facilitatore rimarrebbero troppo tempo esclusi dalle attività. È utile raffrontare anche che nella vicina città di Modica, e da qualche anno, i doposcuolisti comunali (circa 80) sono utilizzati solo di mattina e con grande soddisfazione dell´utenza.
Tanto si doveva per correttezza dell´informazione.

Il Dirigente Scolastico dell´I. C. "Leonardo da Vinci" di Ispica
Giuseppe Fava