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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 922
ISPICA - 17/10/2014
Attualità - Iniziativa «Il Sole che non brucia»

L´isola energetica che vedrà la "luce" ad Ispica

Si punta all’abbattimento delle immissioni di anidride carbonica nell’atmosfera Foto Corrierediragusa.it

«Il Sole che non brucia»: è una iniziativa che si concretizza con un’isola energetica che nascerà sul territorio ispicese, dopo la delibera adottatalo scorso 23 luglio dalla Giunta municipale. Si tratta di un progetto messo a punto dalla «Feisrl» di Palermo e del qualeè capofila il Comune diAcate (il Comune di Ispica quindi coopererà), che prevede la creazione di un’isola energetica, cioè di un complesso per laproduzione di energia elettrica mediante tecniche innovative ed a basso impatto ambientale: dovrebbero essere realizzati un impianto termodinamico, uno a biomassa, uno fotovoltaico ed uno mini – eolico. Si prevede inoltre la nascita di unascuola che fornisca a giovani disoccupati un’accurata formazione professionale nelsettore delle energie alternative. La Fei, si legge ancora nella delibera, sarebbe pronta a ricompensare le amministrazioni comunali collaboratrici fornendo, a titolo gratuito e per vent’anni,l’elettricità di cui esse abbiano bisogno (calcolata in relazione ai consumi attuali,anch’essi monitorati gratuitamente).

L’iniziativa, secondo gli esponenti cittadini del Cigno verde, «è meritevole d’attenzione, laddove essa miri all’abbattimento delle immissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, stante la loro sicuraconnessione col surriscaldamento globale. Così come meritoria è la nascita di un centro di formazione che, oltre a fornire nuovechances occupazionali, punti indirettamente a suscitare una culturanuova e più rispettosa dei rapporti tra Uomo ed ecosistema».Però, il circolo Sikelion fa notare che «unaquestione di tale importanza andrebbe gestita dal Comune in modo diverso. Anzitutto, si dovrebbe condurre un’adeguata campagna d’informazione a beneficio di tutti i cittadini. A questi ultimi, poi, dovrebbechiarirsi perché mai dei soggetti imprenditoriali vogliano fare un «regalo» ai Comuni.E prima ancora, comunque, dovrebbe specificarsi l’impatto ambientaledei lavori».

Pare, infatti, che l’isola energetica occuperà circa 3,3 km quadrati, acquisiti al demanio e gestiti attualmente dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati allacriminalità organizzata. «Anche sotto questo profilo – scrivono i rappresentanti di Sikelion – l’idea merita piena approvazione, ma non è chiaro, ad oggi, se si tratti di superfici già antropizzate, o piuttosto di terreni agricoli che saranno cementificati ad hoc.In attesa, e con l’auspicio, di una maggiore trasparenza da parte delle Istituzioni, la nostra associazione afferma comunque il proprio interesse verso il progetto, insieme alla propria disponibilità a contribuirvi sul piano scientifico».