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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 764
ISPICA - 23/09/2014
Attualità - Duro attacco all’amministrazione del Pd e di Tiziana Scuto

Ispica e zone limitrofe senza acqua e con autobus fermi

Si invocano soluzioni immediate Foto Corrierediragusa.it

Manca l’acqua e gli scuolabus sono fermi. Si tratta di «interruzione di pubblico servizio e negazione del diritto alla studio» secondo i rappresentanti del Kennedy, circolo del Pd, accusando gli amministratori comunali di «volere smantellare servizi pubblici essenziali», chiedendone le «dimissioni in blocco». Se fossimo, ci si domanda, in presenza di un progressivo smantellamento dei servizi comunali? La risposta è «si» secondo il portavoce del Kennedy, Gianni Stornello, «dovuto all’incapacità di chi non ha più un futuro politico e amministrativo», motivando lo spietato giudizio col fatto che «un guasto o una manovra sbagliata si può verificare nell’erogazione dell’acqua potabile. Ma se il disservizio perdura, colpisce sempre la zona alta della città e l’amministrazione non riesce a garantire l’acqua con mezzi di emergenza sufficienti siamo nell’anticamera dell’interruzione di pubblico servizio e nel pieno di una beffa, viste le bollette salatissime per il servizio idrico recapitate nelle scorse settimane».

Non meno grave risulta la denuncia sul disservizio che vede fermi gli scuolabus, danneggiando gli studenti che vivono fuori città. «Se iniziano le scuole – spiega Stornello – e non si mettono in marcia gli scuolabus, con i quali diverse decine di studenti che abitano nelle contrade possono frequentare le scuole, siamo alla negazione del diritto allo studio garantito dalla Costituzione e in presenza di un danno all’equilibrio sociale. Un fatto aggravato dalla domanda dell’amministrazione di pagamento di esosi biglietti per potere offrire un improbabile servizio di scuolabus».

Sarebbe però il dissesto finanziario comunale a cagionare gli aumenti delle tariffe. Secondo Stornello, «no», evidenziando quanto la condizione fallimentare dell’ente sia «solo il pretesto per mascherare plateali incapacità». Il dissesto, precisa, «non è chiamato in causa quando: si garantiscono le indennità degli amministratori; quando si devono sostenere spese legali per cause perse in partenza; per assunzioni temporanee di dirigenti forestieri. Ce n’è abbastanza per chiedere le dimissioni in blocco di amministratori dilettanti, lontani dai bisogni della città. Meglio – conclude – il governo di un commissario nei mesi che ci separano dalle elezioni amministrative».

Sul «caso scuolabus» interviene inoltre il presidente del comitato Santa Maria del Focallo – Marina Marza, Tiziana Scuto. Secondo Scuto, «è sorto un nuovo problema per le famiglie che vivono nell’area marittima e nella zona di campagna», soffermandosi sull’esoso costo che implicherebbe l’attivazione del servizio. «Quest’anno – spiega il presidente del comitato – il servizio di trasporto scolastico con scuolabus, previsto per legge ed obbligatorio, prevede costi esorbitanti: fino a 54 euro al mese per ogni bambino; la spesa è enorme, basti pensare alle famiglie monoreddito ed a quelle che hanno 2 o 3 figli, ma anche 4 o 5 figli in età scolare. Molti di questi genitori, che risiedono nella nostra zona e che sono nostri soci, si sono rivolti a noi per un aiuto ed un sostegno in questa impari battaglia per affermare il diritto allo studio ed alle pari opportunità. I genitori – continua – si sono detti disponibili a dare un contributo mensile al Comune per le spese di gestione del servizio, che tuttavia non può richiedere tariffe così alte. Il comitato – conclude – sosterrà queste famiglie, rappresentandoli insieme alla Codacons».

Il comitato ritiene infine che «non fa onore né alla politica né alla società civile ispicese (non dimentichiamo che ad Ispica è stato attribuito il nome di città della solidarietà), non assicurare ai bambini quanto previsto dalla legge nel garantire il diritto allo studio, all’istruzione e una parità di trattamento fra tutti i cittadini».