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ISPICA - 20/05/2008
Attualità - Ispica - Si tratta di un’ara votiva

Cava d´Ispica: Scoperta archeologica

Giace nel dimenticatoio, come denuncia Sesto Bellisario Foto Corrierediragusa.it

Una scoperta archeologica giace nel dimenticatoio. ? quanto denuncia Sesto Bellisario, storico ispicese, ricordando l’esistenza di un’ara votiva a Cava d’Ispica (nella foto).

Nel 1987, Bellisario portò alla luce la scoperta di quella che, in modo probabile, sembra un’ara votiva scolpita, in un unico blocco, nella roccia. Un reperto che altrove avrebbe attirato un nugolo di studiosi da ogni parte d’Italia. E, invece, ad Ispica, è rimasta finora dimenticata.

L’ara si trova nella parte mediana della fiancata esposta a mezzogiorno di Cava d’Ispica, subito dopo la cosiddetta «pietra grossa» che insiste sul letto della valle, insieme con altri numerosi massi precipitati dopo il terremoto del 1693. Non si conosce se l’ara fosse rotolata dal ciglio soprastante della valle o si trovasse da sempre nel posto dove, oggi, è stata rinvenuta.

L’ara si mostra scolpita in modo rozzo su una roccia che prende la forma di parallelepipedo. Risulta alta circa un metro. Ognuno dei quattro lati misura sempre un metro. Mentre il diametro della sommità concava risulta di circa 80 centimetri ed è, purtroppo, in parte distrutta.

In due lati opposti sono invece scolpiti tre ordini di gradini, larghi venti centimetri. «Se - spiega Bellisario - vogliamo fare un confronto, ritengo che questo altare abbia qualcosa in comune con l’ara votiva della «Rupe Gogala» di Caltabellotta e presenta caratteristiche simili agli altari di Pratica di Mare. ? difficile comunque dire ? sottolinea lo storico - a quale periodo si riferisca, perché bisognerebbe studiarla con grande attenzione. La persona del luogo che ? conclude - me la indicò, 21 anni fa, mi assicurò che veniva indicata dai contadini della valle come «fonte battesimale». Ma, a mio parere, assomiglia più ad un’ara votiva pagana».

L’appello di Bellisario è rivolto a studiosi capaci di conferire un’identità alla presunta ara votiva che giace dimenticata a Cava d’Ispica.