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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 978
ISPICA - 13/11/2013
Attualità - La procedura fallimentare dell’ente tiene bloccato il denaro in cassa

Paradosso ispicese: 4 milioni di fondi bloccati dal dissesto

I creditori restano dunque a bocca asciutta

Fondi bloccati dal dissesto. Supera i quattro milioni la cifra disponibile da distribuire ai creditori del Comune, ma la procedura fallimentare dell’ente tiene bloccato il denaro in cassa. La situazione è paradossale: lo Stato trasferisce sei milioni di euro finalizzati al pagamento dei soli fornitori così come stabilito dal decreto legge n. 35 del 2013, il Comune ne intacca 1 milione e 700 mila, saldando le fatture dei creditori rispettando l’ordine cronologico dalla legge imposto. Poco dopo, nonostante sia stato in piccola parte speso, il denaro si scopre intoccabile proprio in virtù dei dettami cui la procedura di dissesto obbliga e tutti gli altri creditori (imprese strozzate dai mancati pagamenti) rimangono disperatamente a bocca asciutta. Interviene ancora sulla vicenda Tonino Cafisi, presidente della Cna, proponendo la temporanea «sospensione della procedura dissesto per ripianare la situazione debitoria del Comune maturata con le imprese».

«Ci sono circa 4 milioni e 300 mila euro destinati ai fornitori – spiega Cafisi – ma non possono essere utilizzati a causa del dissesto. Abbiamo messo in campo, grazie alla Cna provinciale, i passaggi istituzionali utili a trovare una soluzione e sbloccare un’inconcepibile vicenda: da un lato, lo Stato trasferisce fondi al Comune; dall’altro, i soldi sono bloccati da meccanismi, seppur legittimi, incomprensibili per chi vanta crediti».

Il deputato Marialucia Lorefice fornisce una chiarimento sulla faccenda, incontrando Guglielmo Trovato e Rosaria Franchina, rispettivamente presidente e componente della Commissione straordinaria liquidazione, incaricata d’appianare il dissesto economico del Comune. «La Commissione – riferisce Lorefice – ha spiegato che sarà il ministero dell’Interno a pronunciarsi sulla legittimità del prestito, concesso dalla Cassa depositi e prestiti (i 6 milioni di euro finalizzati al pagamento dei soli fornitori così come stabilito dal decreto-legge 35/2013, che preclude però la possibilità d’accesso agli enti dissestati). Nel frattempo, la Commissione ha chiesto alla Corte dei Conti d’esprimersi sulla competenza in merito alla gestione di questa somma che, ricordiamo, è stata in parte erogata dall’Amministrazione. La magistratura contabile dovrebbe rispondere a tale quesito già nella prossima adunanza. Nel caso il prestito sia confermato e la gestione dei relativi fondi spetti alla Commissione di liquidazione, i commissari provvederanno a saldare i fornitori nel minor tempo possibile. È facile ipotizzare che – conclude polemica Lorefice – il rallentamento delle procedure sia dovuto pure ai ricorsi avanzati dall’Amministrazione per annullare il dissesto e alla mancanza negli ultimi mesi della figura di un responsabile comunale dei Servizi finanziari».