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ISPICA - 12/08/2013
Attualità - Sette le delegazioni presenti all’evento per magnificare le tradizioni culinarie

Cena anni ´20 per Accademia cucina: noblesse oblige

Evento dedicato all’arte della buona tavola della nobildonna ispicese baronessa Preziosa Bruno di Belmonte Foto Corrierediragusa.it

Una serata all’insegna della buona cucina degli anni ’20 quella che si è svolta nella tenuta Villa Principe di Belmonte ad Ispica. Il convivio «Galà della Cucina d’Epoca – A tavola con la baronessa Preziosa Bruno di Belmonte», organizzato dalla Delegazione di Modica della Accademia della Cucina Italiana presieduta dall’avvocato Carlo Ottaviano, è stato dedicato all’arte della buona tavola della nobildonna ispicese. In onore di donna Preziosa sono state ricordate e riprodotte le pietanze tipiche in uso nella sua famiglia, una delle più importanti dell’antica Spaccaforno e del territorio ibleo. Ad ideare l’evento ci ha pensato l’accademico Michelangelo Aprile che rievocando i racconti della consorte Mirella, che a palazzo Bruno era di casa in quanto figlioccia della nobildonna, con l’aiuto della stessa ha recuperato le ricette delle pietanze dell’epoca e, scelta la giusta e degna cornice, ha dato vita ad una cena d’altri tempi.

Il menù a base di pescato era composto dai Bocconcini di Palazzo, ovverosia leggeri vol au vent, bigné mignon e tartine, raffinatezze della cucina della Belle Epoque non ancora conosciute ai più; dalla Delizia Francescana, spaghetti alla palermitana, pietanza preferita da don Giuseppe Balestrieri padre spirituale della nobildonna; dal secondo Ultima onda di Tonnara, una fetta del tonno cosiddetto di ritorno, passata in padella e servita con caponata e patate. Il tutto annaffiato da abbondante Nero d’Avola del Burgio delle cantine Principe di Belmonte. E, siccome allora come ora … il dulcis era in fundo …, Pezzo duro con Perle, ovvero la classica fetta di gelato ai gusti di cioccolato e torrone servito con palline di melone ed i Preziosi modicani, ovverosia cedrata e pasticcini di mandorla dell’antica pasticceria Bonajuto, accompagnati da rosolio e moscato.

La dottoressa Mirella, moglie dell’Accademico simposiarca Michelangelo Aprile, ha provveduto all’ elegante allestimento del tavolo imperiale alla maniera della sua madrina Bruno di Belmonte: posate d’argento, porcellane bianche e cristalli su candido tovagliato d’antàn, illuminati da candelabri d’argento e impreziositi da centrotavola di fiori e frutta che poggiavano su antichi pizzi. Il tocco raffinato delle coppette lavadita con fiori di gelsomino completavano la scenografia. Non c’è che dire, quando c’è la sostanza, ovverosia la bontà delle pietanze, la forma diventa elemento essenziale per una migliore degustazione. Durante il convivio Mirella Aprile, oltre a ricordare le sane abitudini alimentari della madrina, che utilizzava esclusivamente i prodotti delle sue terre, frutta e verdure, carni di animali da cortile, bovini e ovini delle sue masserie e per la quale le buone maniere erano essenza del bon vivre, ne ha anche tracciato la personalità determinata e volitiva, di donna colta dal carattere forte e ricca di sentimenti buoni. Una rarità per i tempi.

A tracciare la personalità della eclettica nobildonna è stato chiamato in causa anche l’accademico Franzo Bruno Statella, nipote della baronessa Preziosa Bruno di Belmonte, che ha anche fornito particolari interessanti sulla location prescelta per l’evento in quanto appartenuta alla sua famiglia fino a gli anni ‘50. Oggi la villa, ubicata in contrada Crocefia e dalla vista mozzafiato in quanto abbraccia il tratto di costa che dall’Isola delle Correnti arriva fino allo stabilimento bruciato di Sampieri, ristrutturata e sapientemente restaurata dal dott. Francesco Fratantonio e dalla moglie, l’architetto Chiara Assenza, è rinata a nuova vita ospitando un albergo a 4 stelle con ampi saloni e spazi all’aperto da adibire a ricevimenti.

Riuniti attorno alla tavola elegantemente imbandita, fra gli ospiti, c’erano i rapresentanti di ben sei delegazioni della Accademia della Cucina: il dott. Mario Ursino consigliere di presidenza dell’A.I.C., supervisore dell’Italia Meridionale, nonché coordinatore della Sicilia Orientale e delegato di Catania, l’avv. Francesco Pompeati delegato di Trento, Agatina Trigona di Canicarao delegata del Val di Noto, l’arch. Cinzia Militello di Castagna delegata di Caltanissetta e Coordinatrice della Sicilia Occidentale, l’ing. Angelo Tamburini delegato di Siracusa ed il Proboviro nazionale capitano Franco Rapisarda in rappresentanza della delegazione di Caltagirone.

Cliccate sulle foto sotto per ingrandirle e per leggere le didascalie

Da sx: dott. Mario Ursino, avv. Carlo Ottaviano, dott. Francesco Fratantonio La relatrice dottoressa Mirella Agnello Da sx: l´avv. Ottaviano, il maitre Tidona, la responsabile eventi Giordanella, il patron Fratantonio, il dott. Ursino  e il maestro di cucina