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ISPICA - 11/03/2013
Attualità - I problemi irrisolti della frazione balneare ispicese

Ancora erosione costiera a Santa Maria del Focallo

Zoppica quindi la gestione del territorio lungo la costa

Erosione costiera, innalzamento delle dune di sabbia, allagamenti e ostruzione dei canali di raccolta delle acque. Sono i problemi che insistono, irrisolti, a Santa Maria del Focallo, Marina Marza e nelle campagne dei dintorni.

Zoppica quindi la gestione del territorio lungo la costa. «L’Amministrazione comunale si ricorda della riviera – denuncia Gianni Stornello segretario del Pd – solo per erodere (è il caso di dirlo) i finanziamenti vincolati (cioè che non possono essere toccati se non per il motivo per cui sono stati accreditati) destinati al contrasto dell’erosione e che, invece, servono come bancomat. D’effettuare i lavori di ripascimento sulla spiaggia, naturalmente, non si parla nemmeno».

Di pari passo all’erosione costiera, si verifica l’innalzamento delle dune di sabbia tra la litoranea e la spiaggia. Le dune sono un bene ambientale che va tutelato, «ma – si domanda Stornello – qualcuno può spiegarci perché in corrispondenza del resort Borgo Rio Favara le dune, dalla sera alla mattina, sono scomparse? Non ci venga raccontata la favola che quelli rimossi erano detriti del canale della bonifica perché non ci crediamo».

Non è stato poi, ancora risolto l’annoso problema degli allagamenti. L’ultimo s’è verificato poche settimane fa ed è stato causato dai detriti trasportati dai flutti che hanno otturato la foce a mare del canale. «Stucchevole in questo caso – spiega Stornello – il rimpallo di competenze fra enti, tanto che sono stati i soliti volontari a provvedere. Riguardo ai canali interpoderali occlusi – aggiunge – l’inadempienza del Comune è evidente. Infatti, i consiglieri Pierenzo Muraglie e Peppe Roccuzzo hanno chiesto alla Regione la nomina di un commissario. Gli allagamenti – continua – sono una conseguenza della sporcizia dei canali, ostruiti dai detriti. Alla pulizia dovrebbero i privati le cui proprietà insistono su questi canali. Alcuni di loro – evidenzia – si sono costituiti nel consorzio Saie della Marza e, tassandosi, puliscono i canali. Altri effettuano, singolarmente, la manutenzione dei canali. Altri ancora non provvedono a pulire i canali dai detriti, rendendo vani gli interventi fatti dai cittadini responsabili».

I canali sono infatti interconnessi e basta che ne sia otturato uno per mandare in tilt tutto il sistema. Il Comune, in questi casi, dovrebbe obbligare alla pulizia del canale, entro un brevissimo arco temporale, i proprietari che non provvedono farlo e sui quali insistono le loro proprietà. Altrimenti, se ne farebbe carico l’ente di sgomberare il canale dai detriti, addebitando però le spese agli inadempienti.

«Il Comune questo non lo fa – conclude Stornello – di qui l’inadempienza e la corresponsabilità dell’amministrazione in caso di allagamento che ha indotto il consorzio Saie della Marza a denunciare alla magistratura il Comune».