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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 446
ISPICA - 23/01/2013
Attualità - Lo ribadiscono gli esponenti di Libertà e Buon governo (Leb) e del Partito democratico (Pd)

"Bocciatura riequilibrio bilancio non da irresponsabili"

"Uno strumento che, a quanto pare, più che risanare i debiti, risolverebbe le questioni in sospeso di chi ha interessi privati nella cosa pubblica"

Non è stato un gesto irresponsabile la bocciatura del Piano pluriennale di riequilibrio finanziario determinato dal voto contrario e dalle astensioni delle opposizioni consiliari. Vogliono sia chiaro gli esponenti di Libertà e Buon governo (Leb) e del Partito democratico (Pd), che, attraverso il ricatto morale «di fare il bene della città», subivano la pressione di votare il Piano a scatola chiusa. Uno strumento che, a quanto pare, più che risanare i debiti, risolverebbe le questioni in sospeso di chi ha interessi privati nella cosa pubblica.

I rappresentanti di Leb, prima di approdare in aula, avevano richiesto di consentire a tutte le forze politiche d’esaminare il piano di riequilibrio. E, nonostante sia stato loro recapitato a ridosso del Consiglio comunale, hanno esaminato un Piano che è risultato «condizionato negativamente dalla mancanza del parere dei Revisori dei Conti, pervenuto soltanto durante la seduta consiliare. In sostanza, il Collegio revisori dei Conti, anziché dare parere sfavorevole al Piano di riequilibrio, lo ha condizionato con numerose e sostanziali proposte correttive».

I consiglieri Biagio Solarino e Salvuccio Rustico (Leb), in mancanza di elementi certi e nell’impossibilità di valutare un serio ed affidabile Piano, hanno quindi ritenuto opportuno non partecipare alla voto. Puntando il dito contro chi, invece, «oggi millanta d’esser opposizione, dimenticando d’essere stato, al pari col sindaco, la causa del dissesto finanziario». È chiaro il riferimento a Cantiere popolare, nuovo collega d’opposizione.

«La clamorosa bocciatura del Piano di riequilibrio – afferma invece il consigliere democratico Pierenzo Muraglie – è figlia dell’atteggiamento di un sindaco diventato una sorta d’abusivo per necessità. Il 20 novembre scorso, consentendo l’adesione al Piano, avevamo sperato nell’apertura di una nuova fase politica ed amministrativa. Non conoscendo appieno i numeri del disastro che ci permettessero d’aver contezza della situazione, preferimmo dare al malato grave altri 60 giorni d’ossigeno: un contributo di responsabilità al quale il sindaco ha risposto con irresponsabilità. Il nostro no al bilancio pluriennale – spiega – è stata una risposta politica ad una chiusura politica, culminata proprio nell’ultima seduta del Consiglio nella quale avevamo dato la disponibilità a dimetterci a condizione che si dimettesse anche il sindaco. La nostra mozione di sfiducia è depositata – conclude –. Ma siamo pronti a ridiscuterla, a coordinarla con altre: per noi è importante l’obiettivo di mandare a casa il primo cittadino».