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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:19 - Lettori online 1521
ISPICA - 09/01/2013
Attualità - Lo ha stabilito l’assessorato regionale alla Sanità

Infermiere fisso a bordo ambulanza

Giunge a termine, finalmente, la vicenda legata al servizio di soccorso sull’ambulanza

Sarà assicurata e soprattutto fissa la presenza dell’infermiere a bordo dell’ambulanza a Ispica. Lo ha stabilito l’assessorato regionale alla Sanità che ha fornito parere favorevole all’impiego definitivo dell’operatore specializzato in soccorso. I dati presentati da una delegazione del 118 sul tavolo tecnico che si è riunito ieri a Palermo hanno parlato chiaro: Ispica ha la necessità di un infermiere stabile a bordo del mezzo di soccorso poiché, purtroppo, nelle statistiche stilate, gli interventi sono numerosi, fungendo anche da supporto ai comuni limitrofi. Lo rende noto Anna Maria Gregni che, strenuamente, si è battuta per ottenere un soccorritore specializzato a bordo dell’ambulanza e per mantenere il servizio che, da ormai tre anni e mezzo, è garantito agli ispicesi. Annunciando inoltre, che, entro un mese, i cittadini riceveranno una nuova ambulanza.

Giunge a termine, finalmente, la vicenda legata al servizio di soccorso sull’ambulanza. «Si tratta di una storia a lieto fine – esulta Gregni – disporremo definitivamente dell’infermiere a bordo del mezzo di soccorso: l’Asp di Ragusa dovrà stabilmente impiegare un professionista che, presto, prenderà servizio ad Ispica. Non poteva che iniziare nei migliori dei modi il 2013 per la città. E le buone nuove non sono finite – aggiunge – l’arrivo di un’ambulanza nuova di zecca entro un mese rappresenta un’altra buona e importante notizia che mi è giunta, sempre ieri mattina, da Bernardo Alagna, direttore del «Seus», l’azienda che gestisce il servizio 118, con il quale in questi anni sono stata in stretto contatto».

Finisce quindi nel migliore dei modi un percorso iniziato quasi quattro anni fa. «Nel 2009 – ricorda Gregni – quando ero consigliere comunale e rappresentante, rigorosamente, dell’opposizione, mi domandai cosa avrei potuto fare per la mia città, visto che il mio partito governava la Regione. Era il periodo in cui si parlava l’ambulanza ispicese, spesse volte, era dirottata in altri comuni, con gli immaginabili disagi del caso. Chiesi – racconta – all’allora assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, d’intervenire in modo tale che Ispica potesse avere un infermiere a bordo dell’ambulanza, cosa che avrebbe impedito il trasferimento della stessa in altri siti, quando le altre ambulanze giacevano in fermo tecnico. Il trasferimento del mezzo avveniva in questi centri proprio perché non c’era un infermiere a bordo nella nostra. Ma, da quando abbiamo ottenuto l’infermiere, vale a dire nel giugno del 2009, l’ambulanza è stata ininterrottamente al servizio del territorio ispicese.

L’unico impegno – spiega – era quello di chiedere una proroga del servizio ogni sei mesi, a causa delle ristrettezze economiche della Regione, cosa che, puntualmente, ho richiesto ed ho sempre ottenuto. E in questi tre anni e mezzo, ogni giugno e ogni dicembre, c’è stato un appuntamento fisso con il responsabile del 118 di Modica, Franco Lucifora, che, gentilmente, mi ricordava di rinnovare la proroga. Oggi – aggiunge soddisfatta ed emozionata – tutto diventa definitivo, non sprecando il lavoro fatto in questi anni. Numerosi, tempestivi, efficaci e risolutivi sono stati gli interventi dell’ambulanza con il suo organico e di questo – conclude Gregni – mi corre l’obbligo ringraziare, come cittadina, il personale infermieristico e gli autisti soccorritori che, negli anni, si sono avvicendati».

La gestione Seus del 118 ha avuto il merito d’aver ottimizzato i costi del servizio, riducendoli dai 112 milioni di euro nel 2007 ai 103 milioni del 2010, potenziando nel contempo il parco mezzi.

Si tratta di una società consortile a capitale pubblico (51 per cento) e regionale (49 per cento) delle aziende sanitarie, che ha riorganizzato il servizio di emergenza – urgenza. Ed è parte del piano di ridefinizione della rete di pronto intervento che ha dato vita, sul territorio regionale, a 35 Presidi territoriali d’emergenza (Pte), pensati per dare la prima risposta ai codici di media complessità, e a 59 Punti di primo intervento (Pp), allocati nei poliambulatori e nei Presidi territoriali d’assistenza (Pta), in stretto collegamento con i Pronto soccorso ospedalieri.

«La nuova rete – ha reso noto Alagna nel momento in cui s’è insediato – ha permesso di ridurre la congestione delle liste di attesa, mentre quella del 118 ha portato la Sicilia a rispettare ampiamente gli standard temporali stabiliti a livello europeo, che prevedono interventi entro 8 minuti in ambito urbano e 20 minuti in ambito extraurbano, portandosi così a livello delle regioni più virtuose».