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ISPICA - 09/01/2013
Attualità - Il Comune non provvede alla pulizia dei canali di raccolta delle acque reflue

Allagamento Marina Marza, ci vuole il commissario

La richiesta giunge dai consiglieri comunali Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo Foto Corrierediragusa.it

Il Comune non provvede alla pulizia dei canali di raccolta delle acque reflue. Per questo motivo è stata richiesta alla Regione la nomina e l’invio di un commissario straordinario, che disponga la pulizia dei canali, dai consiglieri comunali Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo (Pd).

I consiglieri democratici denunciano la persistente e rischiosa condizione di allagamento in cui si trovano diversi canali, ostruiti per la mancata pulizia da parte dei proprietari dei terreni confinanti. Si tratta di una sparuta minoranza di persone che non hanno eseguito le ordinanze del Comune, emesse a suo tempo per la pulizia dei canali. Nei loro confronti, il Comune dovrebbe emettere un nuovo provvedimento, intimando la pulizia dei canali pena l’intervento diretto dell’Ente con addebito dei costi ai privati inadempienti. «Ma questo secondo provvedimento – spigano Muraglie e Roccuzzo – l’Amministrazione comunale non lo assume, determinando uno stato di rischio per la protezione civile, dal momento che, in caso di piogge torrenziali, tutto il sistema dei canali sarebbe intasato dalle poche ostruzioni rimaste. Della vicenda si sta anche occupando la magistratura, interessata da un consorzio privato sorto proprio per mantenere puliti ed efficienti i canali di Marina Marza».

Le precipitazioni del 2011 allagarono Marina Marza, devastandola, a causa della scarsa collaborazione di alcuni proprietari i cui terreni e abitazioni insistono sui canali. «Il sistema dei canali – precisa infatti Muraglie – ha senso se questi sono tutti liberi: basta che ne sia chiuso uno per non fare defluire le acque piovane verso il mare e creare gli allagamenti. Così all’inadempienza dei privati si aggiunge quella gravissima del Comune che non interviene direttamente per pulire i canali di quei proprietari che non hanno voluto farlo, addebitando loro le spese».

La richiesta alla Regione di nominare un commissario scaturisce «dall’intollerabile inerzia del Comune – aggiunge Roccuzzo – è quindi necessario ci sia qualcuno che faccia quello che l’Amministrazione non ha la volontà di fare. In caso di pioggia violenta – spiega – i danni per l’agricoltura, la viabilità, le abitazioni sarebbero incalcolabili, come lo sono stati nelle cicliche piogge violente degli ultimi anni. L’unico rimedio è l’azione preventiva per mantenere in perfetta efficienza il sistema idraulico dei canali che riversa in mare le acque piovane in eccesso. Ricordiamo peraltro che proprio per questo motivo il Consorzio fra privati «Saie della Marza» ha presentato un esposto alla magistratura con cui si chiede di verificare l’esistenza di reati di natura penale. L’intervento della Regione – conclude Roccuzzo – chiuderebbe definitivamente la questione».