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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 447
ISPICA - 19/11/2012
Attualità - La fine del liceo linguistico

Docenti, alunni e genitori contro chiusura "Kennedy"

Ma per il commissario straordinario Scarso "Un istituto d’istruzione superiore di proprietà provinciale è un «lusso» che l’Ente non può più permettersi"

«Ritirare la delibera che decreta la soppressione del Liceo linguistico provinciale «Kennedy». È l’appello che il Consiglio d’istituto, in rappresentanza di docenti, alunni e genitori, rivolge a Giovanni Scarso, commissario straordinario della Provincia, che ha disposto la chiusura del liceo, al prefetto Annunziato Vardè e alle forze politiche.

Scarso chiude i battenti del linguistico, in quanto «i costi che comporta il liceo sono un lusso che la Provincia non può permettersi». Ma il Consiglio d’istituto rileva «un falso risparmio economico, in quanto il contenimento della spesa, che motiva la scelta assunta, è irrisorio. I locali dove è ubicata la scuola sono infatti ceduti gratuitamente dal Comune di Ispica. Mentre il personale, per la maggior parte (dieci unità Ata e cinque docenti), risulta dipendente della Provincia a tempo indeterminato. E, quindi, anche chiudendo la scuola, continuerà a gravare economicamente sul bilancio provinciale, senza tuttavia fornire la prestazione che ne ha determinato l’assunzione».

Il Consiglio d’istituto richiede, pertanto, «il ritiro della delibera prima del 26 novembre prossimo, data di esecutività della stessa, in modo tale che la decisione possa essere demandata, una volta rimodulate le province, ai rappresentanti del territorio democraticamente eletti. Una decisione che, tuttavia, va programmata garantendo ai frequentanti il completamento del ciclo di studi iniziato».

La chiusura del «Kennedy» comporterebbe infatti l’interruzione traumatica del percorso scolastico, poiché il passaggio al liceo classico statale ad indirizzo linguistico obbligherebbe gli studenti del quarto anno a dover affrontare esami integrativi, risultando differente il piano di studio. E, inoltre, implicherebbe per i precari la perdita del lavoro.

Le ragioni per chiedere l’annullamento di tale delibera sono anche di opportunità . «Non si comprendono i motivi che hanno spinto alla chiusura del liceo – spiegano i rappresentanti del «Kennedy» – due mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico e, quindi, dopo aver iscritto diciannove allievi alla prima classe. L’opportunità voleva che, stante l’intenzione di chiudere l’istituto, paventata e palesata negli anni passati, si bloccasse l’orientamento, impedendo così le iscrizioni al primo anno. E programmando, al tempo stesso, il completamento del ciclo di studio per gli iscritti frequentanti la seconda, la terza, la quarta e la quinta classe. La decisione di chiudere il «Kennedy» – aggiungono – è stata assunta in modo unilaterale e senza confronto.

Il Commissario, organo straordinario chiamato a gestire l’ordinario e non democraticamente eletto, sottrae al dibattito democratico una materia delicatissima, quale la soppressione di un istituto. E, quel che più conta, esclude il mondo della scuola e l’intera collettività di riferimento, negando ai diretti interessati il diritto di partecipare alle scelte che riguardano sia il loro futuro che quello della scuola. Questo appello è – concludono – un ’iniziativa che vuole ridare la parola a chi, ancora una volta, ne è stato espropriato. E contribuire, con la partecipazione attiva e consapevole della collettività che usufruisce della scuola e la vive giorno per giorno, a difendere un bene primario qual è il Liceo Kennedy».

LE MOTIVAZIONI DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELLA PROVINCIA SCARSO
«Non c’è alcuna penalizzazione per gli studenti, in considerazione che la loro prosecuzione degli studi è assicurata in un liceo statale»: è quanto afferma Giovanni Scarso, commissario straordinario della Provincia, assicurando le sorti scolastiche degli allievi del Liceo linguistico «Kennedy» all’istituto d’istruzione superiore «Curcio», che fornisce l’indirizzo linguistico e ha sede ad Ispica.

Il liceo «Kennedy» completerà l’anno scolastico in corso, ma è stato soppresso perché, a detta di Scarso, un istituto d’istruzione superiore di proprietà provinciale «è un «lusso» che l’Ente non può più permettersi». Il «Kennedy» è stato ceduto dal Comune alla Provincia nel 1997, ma gli oneri finanziari a carico dell’Ente, lievitati negli ultimi anni, non consentono il mantenimento del liceo, nonostante abbia una storia vecchia trentacinque anni e sia stato il fiore all’occhiello dell’istruzione ispicese.

L’atto di indirizzo disposto dal commissario Scarso, che ha assunto i poteri della Giunta provinciale, sulla chiusura del liceo paritario «Kennedy» è quindi determinata dalla necessità di «garantire l’equilibrio economico finanziario della Provincia dopo l’emanazione delle disposizioni di leggi in materia di «spending review»».

«Nonostante i «tagli» dei trasferimenti regionali e nazionali – argomenta il commissario Scarso – siamo riusciti a garantire l’attività del «Kennedy» anche per l’anno scolastico 2012, 2013. Ma la necessità di mantenere il patto di stabilità previsto dalla legge 135 del 2012 ha richiesto l’adozione di misure straordinarie di contenimento delle spese e tra queste si può ricondurre la chiusura del Liceo linguistico paritario di Ispica a decorrere dal prossimo anno 2013, 2014. Con questa scelta – aggiunge – non c’è in atto alcuna penalizzazione dell’offerta formativa perché ad Ispica è presente l’istituto «Curcio» che tra i propri indirizzi ha anche quello linguistico».

Le rassicurazioni di Scarso non convincono però Patrizia Lorefice, vicepresidente del consiglio comunale. «La chiusura di un istituto scolastico non è mai una buona notizia – scrive Lorefice in una nota – qualsiasi siano i motivi che hanno spinto il commissario della Provincia a prendere questa decisione. Anche se si tratta di una disposizione assunta da Scarso senza alcuna concertazione e senza un serio confronto con il mondo politico. Ritengo quindi inopportuna questa decisione ed auspico che venga evitato il peggio.

Il prossimo 26 novembre – aggiunge – la delibera provinciale adottata, che sancisce la soppressione del «Kennedy», sarà esecutiva: mi sento profondamente indignata per la chiusura di un istituto che ha rappresentato 35 anni di storia della città e sono preoccupata per quanto potrebbe accadere nel futuro dell’istruzione ad Ispica. Oggi più che mai – conclude Lorefice – sarebbe opportuno che tutto il movimento politico della provincia, prendesse una posizione mirata a mantenere in vita il liceo «Kennedy». Sarebbe il modo migliore per cominciare una nuova era politica di difesa del territorio».

LA CHIUSURA DEL LICEO
Chiude i battenti il Liceo linguistico «Kennedy». Il ventisei novembre la delibera provinciale adottata, che ne sancisce la soppressione, sarà esecutiva a decorrere dal prossimo anno scolastico. Il provvedimento potrebbe compromettere il futuro lavorativo di numerosi insegnanti assunti con un contratto a tempo determinato e penalizza sia gli studenti che le loro famiglie. Dopo trentacinque anni di storia, l’istituto d’istruzione superiore, che ha reso all’avanguardia Ispica, è stato forzatamente mandato in pensione da Giovanni Scarso, commissario straordinario della Provincia. Anche se, in modo probabile, quella che appare una decisone drastica e improvvisa bolliva in pentola da chissà quanto tempo, ma i rappresentanti politici ispicesi in Provincia, per paura dell’impopolarità, hanno taciuto il rischio che correva il liceo, senza lottare strenuamente per evitare il peggio.

La prima ad indignarsi e a promettere battaglia e Tiziana Scuto (Movimento del Territorio) che, senza mezzi termini, giudica «un colpo di mano la decisone assunta dal commissario Scarso, che, in modo unilaterale, senza confronto con le parti interessate e i rappresentanti del territorio, ha avviato la procedura utile alla soppressione del «Kennedy» a decorrere dal prossimo anno scolastico 2013, 2014».

La delibera numero 382 adottata il 5 novembre scorso prevede infatti la chiusura definitiva del Liceo linguistico ispicese che ha formato e istruisce in modo proficuo centinaia di studenti che afferiscono dai comuni di Ispica, Rosolini, Pachino, Portopalo, Pozzallo, Modica.

Il commissario straordinario della Provincia è stato nominato per gestire l’ordinario. «Appare incongruo, in questa fase, che – spiega Scuto – Scarso si proponga con una delibera straordinaria che, di fatto, chiude una struttura scolastica importante per il territorio, penalizzando un’intera collettività che ha già subito numerosi scippi. Non ultimo la soppressione del corso di Laurea in Legge a Ragusa e quella probabile del corso di Laurea in Lingue. Si tratta di – sottolinea – un provvedimento inopportuno, sbagliato e privo di buon senso che, oltretutto, mette a rischio il futuro lavorativo di numerosi operatori scolastici e penalizza in modo pesante sia gli studenti che le loro famiglie.

Era – aggiunge – competenza dei futuri rappresentanti territoriali eletti democraticamente dopo la rimodulazione delle province, valutare l’opportunità di tale eventuale scelta che, tuttavia, andava programmata per tutelare gli studenti e le famiglie adesso allo sbando. Facciamo appello a tutte le forse politiche affinché ci si opponga con forza e determinazione a tale atto prima che lo stesso diventi esecutivo il prossimo 26 novembre, giorno ultimo di pubblicazione. Chiediamo – conclude Scuto – una precisa posizione da parte di tutti i rappresentanti del territorio per salvare un’istituzione scolastica importante che, da trentacinque anni, opera con merito sul territorio di appartenenza».


chiarezza
18/11/2012 | 0.34.35
marco

la tua nota chiaramente politica e´ ambigua ed inesatta , la chiarezza delle cose sta nel fatto che l´istruzione e´ la base del futuro se di futuro si vuol parlare altrimenti diciamolo chiaramente se vogliamo tornare indietro di cinquantanni quando gli ignoranti si governavano con un po´ di grano e con l´omerta´ , voi ci volete cosi ma non ve lo permetteremo tagliatevi i vostri di lussi


penalizza chi ???
15/11/2012 | 15.47.25
vale

ad essere penalizzati non sono certo le famiglie e gli studenti, visto che ad Ispica esiste già il linguistico statale : rileggendo la storia di questo istituto si può riflettere su chi viene penalizzato.......


commissario
15/11/2012 | 8.43.52
marco

caro commissario l´istruzione non e´ uno spreco , gli sprechi sono altri ma non avete il coraggio e il desiderio di vederli , l´istruzione e´ un diritto e le tasse si pagano per avere i diritti e non per i sopprusi , chiuda i vari consorzi visto che fa´ finta di nulla e non neghi ai nostri figli il diritto all´istruzione guardi oltre e non si fermi ai deboli ed indifesi .