Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1048
ISPICA - 06/11/2012
Attualità - Prodotta, l’undici ottobre scorso, la delibera 331

La Corte dei conti certifica gli sprechi della giunta Rustico

Il dissesto finanziario comporterebbe l’aumento, nella misura massima, di imposte, aliquote, tariffe e tasse, come oneri di urbanizzazione, Imu, Tarsu, canone idrico e servizi

La Corte dei Conti ha certificato gli sprechi dell’amministrazione comunale, producendo, l’undici ottobre scorso, la delibera 331. Accertati i profili di «grave criticità», ha ordinato al Comune di adottare «misure correttive» per ripristinare il necessario riequilibrio finanziario entro il trenta novembre. Il termine è perentorio e se non fosse rispettato s’istruirebbe la procedura del dissesto finanziario.

Il dissesto finanziario comporterebbe l’aumento, nella misura massima, di imposte, aliquote, tariffe e tasse, come oneri di urbanizzazione, Imu, Tarsu, canone idrico e servizi. Il rincaro rimarrebbe invariato per cinque anni. La scadenza del bilancio sarebbe congelata fino all’approvazione del nuovo, basato appunto sull’aumento delle tasse comunali. Si cristallizzerebbe il debito sui creditori, non producendo interessi e rivalutazione monetaria, ma solo l’estinzione delle procedure esecutive, che escludono i pignoramenti. Il sindaco, la giunta e il consiglio comunale resterebbero in carica, ma sotto l’egida di una commissione designata dal Ministero degli Interni. Gli amministratori, individuati come i responsabili del dissesto, non potranno ricoprire incarichi per cinque anni. Gli impiegati comunali in esubero sarebbero posti in mobilità e non si escluderebbero licenziamenti.

Salvuccio Rustico e Biagio Solarino (Libertà e Buon Governo) riassumono quel che la Corte dei conti ha contestato al Comune. «Esaminata la documentazione tardivamente inviata ed erroneamente compilata dal Comune – evidenziano i consiglieri comunali – la Corte dei conti ha rilevato il mancato rispetto dell’articolo 6 bis del Decreto legislativo 165 del 2001, che disciplina l’organizzazione e la razionalizzazione della spesa per il funzionamento delle pubbliche amministrazioni.

L’uso di entrate a carattere straordinario per il pagamento delle spese correnti nella misura di 474 mila e 223,56 euro. Le difficoltà nella riscossione d’entrate tributarie per diversi milioni di euro. Ed ancora, i dubbi sul corretto uso di voci di bilancio che avrebbero influenzato il calcolo del saldo finanziario ai fini del rispetto del patto di stabilità e il mancato monitorare la spesa corrente del personale (48,30%) ai limiti della percentuale massima stabilita dalla legge (50%). L’Ente, infine, ha stabilizzato i precari senza eseguire tagli sulle spese correnti per far in modo che il costo complessivo del personale, a carico del Comune, non superasse il limite del 50% stabilito della legge». Il Comune non ha preso posizione sui rilievi mossi, non fornendo, come spiega la Corte dei conti, «alcun chiarimento o deduzione».