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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1249
ISPICA - 08/10/2012
Attualità - Succede nei pressi della "Einaudi"

Antenna telefonica vicino alla scuola, il Pd si indigna

L’impianto, tecnicamente chiamato «stazione radio base», un ripetitore del segnale utile alla telefonia mobile, è in fase di installazione
Foto CorrierediRagusa.it

Un’antenna per i cellulari si staglia a ridosso dell’Istituto scolastico «Einaudi» (foto). Simili ripetitori, disciplina la legge, non possono essere attivati nelle vicinanze di «ricettori sensibili» quali sono le scuole, gli asili e gli ospedali.

L’impianto, tecnicamente chiamato «stazione radio base», un ripetitore del segnale utile alla telefonia mobile, è in fase di installazione fra le via Matteotti e Bonghi. Presto, emetterà onde elettromagnetiche nelle immediate vicinanze dell’Einaudi frequentata da circa seicentocinquanta persone: alunni della fascia dell’obbligo, insegnanti e personale non docente.

Denuncia la presenza dell’antenna che sprigionerà insano elettrosmog Gianni Stornello, segretario del Partito democratico, chiedendo al dirigente scolastico e all’Amministrazione comunale, di «sospendere immediatamente i lavori e di rimuovere l’impianto, in quanto la scuola, come gli ospedali, è considerata «ricettore sensibile» e, in quanto tale, non può essere soggetta all’esposizione continuativa delle onde elettromagnetiche».

Stornello non lesina indignazione e sgomento. «Non è possibile che – scrive in un documento – Ispica sia considerata zona franca dalle compagnie telefoniche e che i proprietari dei lastrici solari possano lucrare i lauti canoni d’affitto che percepiscono senza pagare le tasse per l’uso improprio e speculativo che fanno dei loro immobili. Le norme che disciplinano la materia – spiega – sono purtroppo ambigue. Però, una fatto è chiaro: questi impianti non possono essere attivati nelle vicinanze di «ricettori sensibili» quali sono le scuole, gli asili, gli ospedali.

Chiediamo un immediato intervento del dirigente scolastico e del Comune perché concordino un’azione concreta che prescinda dai giudizi sempre benevoli dell’Agenzia regionale protezione ambiente (Arpa). Si intervenga immediatamente – aggiunge risoluto – altrimenti organizzeremo una protesta contro l’ennesimo atto di prepotenza commessa nei confronti della città e dei bambini di una delle sue scuole più popolose. All’Amministrazione comunale – conclude Stornello – avanziamo la proposta di tassare le abitazioni che ospitano gli impianti come strutture speculative e non come prime case».