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ISPICA - 19/02/2008
Attualità - Ispica - Dopo la chiusura della discarica di San Biagio a Scicli

Ispica: rifiuti conferiti a Ragusa

Rassicurato il presidente del consiglio Dibenedetto Foto Corrierediragusa.it

Il Comune, dopo la chiusura della discarica comprensoriale di San Biagio a Scicli, conferirà i rifiuti a Ragusa. La soluzione del capoluogo sarà provvisoria e in attesa dell’avvio di almeno altri due siti sui nove individuati in provincia. Lo ha assicurato il presidente dell’Ato Ambiente Ragusa Giovanni Vindigni durante la conferenza dei capo gruppo consiliari. Il dibattito è stato incentrato sul problema della raccolta differenziata e sul Piano provinciale e comunale di raccolta differenziata.

Le rassicurazioni ricevute dal presidente dell’Ato hanno sollevato in particolare Massimo Dibenedetto (nella foto), presidente del consiglio comunale, e l’assessore all’Ecologia, Cesare Pellegrino, criticati sull’argomento dagli avversari politici negli ultimi tempi.

«Sono soddisfatto ? dice Dibenedetto ? dell’incontro, concordato con l’assessore Pellegrino, per la massiccia presenza dei capo gruppo e dei consiglieri. L’argomento ? precisa ? era importante perché scelte o indirizzi errati potrebbero avere ripercussioni sul decoro della città, sulle tasche dei cittadini e sui bilanci degli enti.

Al termine dell’incontro, ho voluto aprire un nuovo capitolo sulla questione rifiuti, sottovalutato sia nel programma dell’Ato, sia nelle relazioni degli esperti che, incaricati e pagati, si recano nei comuni. Mi riferisco al fatto che, tra le molteplici voci e capitoli di bilancio dell’Ato, i milioni di euro investiti e nonostante i prossimi 850 mila euro che saranno impiegati nella campagna di sensibilizzazione, sembra non sia previsto uno stanziamento di fondi per la formazione del personale, particolarmente quello dei Comuni, in grado di affrontare l’emergenza rifiuti.

Farò una proposta al presidente dell’Ato su tale questione. Credo, infatti, non sia sufficiente che su questi problemi si incontrino solo i politici, in quanto si tratta di soggetti di passaggio. Invece, il dirigente o il dipendente addetto all’ufficio di nettenza urbana permane al Comune almeno 35 anni. Ed è su questi soggetti che bisogna investire».