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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1058
ISPICA - 11/01/2012
Attualità - I genitori protestano

Refezione scolastica raddoppia ad Ispica: nei costi

Un comitato si è riunito ieri nell’Istituto comprensivo «Einaudi»

I genitori manifestano contro il raddoppio del costo della refezione scolastica nelle scuole dell’infanzia. Un comitato si è riunito ieri nell’Istituto comprensivo «Einaudi», decidendo di non usufruire del servizio mensa in attesa che il Comune modifichi l’aumento del 66 per cento effettuato senza previa comunicazione alle famiglie, riducendo la cifra a quella pagata fino al dicembre scorso. Lo denunciano i consiglieri comunali Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo (Pd), preannunciando «azioni di protesta contro la determina del sindaco Piero Rustico (n.164 del 30 dicembre 2011), che stabilisce, nel 2012, un più salato costo del buono mensa».

Occorre sottolineare che l’aumento del costo del buono mensa non risulta direttamente proporzionale alla qualità del servizio offerto, in quanto il menù proposto ai bambini è privo della frutta e della bottiglia d’acqua.

Aumentare il costo del buono pasto, inoltre, significa non consentire ai diversi bambini che non potranno più permetterselo di non condividere il pasto con i coetanei e di non frequentare le attività istruttive che si svolgono soprattutto nel pomeriggio, abbattendo il valore educativo e aggregante delle scuole dell’infanzia. «Si creerebbe un dislivello sociale – spiega Muraglie –. Molte famiglie sono state messe in difficoltà dal provvedimento del sindaco. Soprattutto quelle che percepiscono un basso reddito e hanno più figli frequentanti l’asilo, le quali, già, prima della determina del sindaco, faticavano a pagare la vecchia cifra».

Secondo Roccuzzo, invece, «i 27 mila euro spesi per il premio Poesia e Cultura, gli altrettanti soldi impiegati per Zagara e Rais, i tanti denari impiegati per esplodere i fuochi d’artificio e il mutuo di due milioni di euro per stravolgere le piazze Regina Margherita e Maria Josè, purtroppo, iniziano ad avere riscontri concreti nelle scelte che il Comune è costretto ad attuare dopo avere dilapidato centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici».