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ISPICA - 06/10/2011
Attualità - Manca la Valutazione ambientale strategica (Vas)

Adozione nulla del Prg a Ispica, lo sentenzia la Regione

Il contenuto del documento inviato dalla Regione è stato reso noto dai consiglieri comunali Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo

L’adozione del Piano regolatore generale è nulla. Manca la Valutazione ambientale strategica (Vas). Uno strumento importantissimo per gli atti che pianificano il territorio. La Regione potrebbe quindi rimettere «nelle mani» dei consiglieri comunali il vaglio dello strumento urbanistico. Attraverso un documento inviato al Comune informa infatti che nel Prg adottato lo scorso 28 aprile manca appunto la Vas.

Nella nota, il dirigente generale dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente scrive che «non saranno approvati Piani privi di Vas, considerata dall’Unione europea documento imprescindibile per gli atti che pianificano il territorio». Il contenuto del documento inviato dalla Regione è stato reso noto dai consiglieri comunali Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo. I rappresentanti del Pd, appreso il fatto, hanno presentato una mozione, scrivendo al Consiglio comunale di revocare subito il Prg adottato.

«La Vas – affermano Muraglie e Roccuzzo – non può ridursi ad una mera integrazione documentale. E il Piano adottato in aprile non può essere approvato: lo dice la Regione. A questo punto, perché lasciare le norme di salvaguardia, scattate con l’adozione, che ingessano il territorio, creano vincoli inutili, bloccano l’economia, costringono le famiglie e rinunciare a farsi una casa o a farla a prezzi elevatissimi, visti i costi dei suoli delle lottizzazioni private? Le imprese agricole e zootecniche sono invece vincolate, costrette a limitare la loro attività che nulla ha di speculativo.

Noi siamo per – concludono – la revoca del Piano adottato e dell’incarico al professionista esterno. L’Ufficio tecnico può redigere un nuovo piano che preveda piuttosto la lottizzazione pubblica, compatibile in tutto con quelle private, tranne nel prezzo al mq dei suoli che il Comune venderebbe a prezzo popolare».