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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1248
ISPICA - 22/09/2011
Attualità - L’associazione ha chiesto al Sovrintendente se le autorizzazioni sono state concesse

Piazza "Unità d´Italia" ad Ispica: esposto di Siciliantica

Sesto Bellisario intende fare chiarezza su tutta la vicenda andando fino in fondo
Foto CorrierediRagusa.it

Piazza «Unità d’Italia» (nella foto: i lavori in corso) è nata per dare un tocco di modernità nella parte più antica della città, ma dopo la non necessaria distruzione di due piazze sorte nell’Ottocento, quindi di interesse storico, e ben non si comprende chi abbia fornito al Comune l’autorizzazione a procedere. Se lo domanda lo storico Sesto Bellisario, nella qualità di presidente dell’associazione «Siciliantica», denunciando il fatto alla Sovrintendenza ai Beni culturali.

Professor Bellisario perché ha richiesto alla Sovrintendenza le copie delle autorizzazioni rilasciate al Comune per la ristrutturazione della piazza?
«Siciliantica ha la finalità istituzionale della conservazione e della salvaguardia e tutela del patrimonio artistico, culturale e archeologico del territorio. Mi suona strano che qualcuno abbia potuto autorizzare la distruzione di una piazza ottocentesca come quella di Ispica. Non si può demolire, dalle fondamenta, un’antica piazza che rappresentava la memoria storica della nostra gente. Difatti, è soprattutto mancata una concertazione tra tecnici locali, società civile ed enti culturali locali. Questa è una piazza moderna che non si addice alla cornice esistente di palazzi dell’Ottocento e del Novecento. Sembra più una piazza tunisina che ispicese, con qualche palmizio, una spianata assolata e senza ombra dove d’estate non si può sostare di giorno. E, poi, che senso ha una fontana con uno specchio? Perché il monumento ai Caduti non presenta più la preziosa ringhiera di ferro opera del famoso artista catanese Moschetto nel 1934? Il famoso «Pupu ro cianu», opera dello stesso artista, che fine ha fatto? E, infine, dove sono andati a finire i sedili rotondi di ferro, le bordure di pietra e di ferro di piazza Maria Josè?».

Poteva però richiedere le copie delle autorizzazioni al sindaco?
«L’ho fatto, ma finora non ho avuto alcuna risposta».

Quali risposte si attende dalla Sovrintendenza?
«Se e quale tipo di ristrutturazione ha autorizzato la Sovrintendenza relativamente alle distrutte piazze Regina Margherita e Maria Josè, per controllare la corrispondenza tra quanto autorizzato e l’effettiva realizzazione dei lavori. Nel caso si riscontrassero anomalie o difformità esecutive, qualcuno dovrebbe rispondere delle proprie scelte. E, poi, non è detto che non possano ancora essere apportate modifiche per ridare alla piazza il suo antico aspetto. A cominciare dei sedili rotondi di ferro o delle bordure della villetta Maria Josè che non si sa che fine abbiano fatto. È chiaro che non mi fermo solo ad una generica protesta. Prima devo ricevere e consultare la documentazione richiesta alla Sovrintendenza. Quindi, deciderò di conseguenza».


faretti pericolosi
22/09/2011 | 16.33.46
Teresa

da chi mi devo fare risarcire la suola della mia scarpa che per evitare di fare abbagliare un mio amico ho appoggiato su un faretto sistemato vicino ad un sedile della piazza e si è bruciata con il forte calore e quel pezzo che si è appiccicato al vetro ha continuato a far fumo?
pensa se si avvicina un bambino