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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 867
ISPICA - 13/09/2011
Attualità - La struttura è completa da circa un anno

Resta chiuso il canile di Ispica, 40mila euro di soldi pubblici per i randagi

Evelin Floriddia, impegnata nell’attività di volontariato per il recupero, la cura e la sistemazione in famiglia dei cani randagi, è stata colei che ha denunciato tutto questo spreco di denaro pubblico
Foto CorrierediRagusa.it

Il canile comunale rimane chiuso, mentre funzionava da diverso tempo quello abusivo sequestrato la settimana scorsa sul territorio ispicese, che ospitava ben 70 cani randagi.

Il dato grave della faccende risulta quello che il canile comunale, collocato in contrada Speziale, è completo da circa un anno, ma non è stato ancora aperto. Questo fatto comporta un notevole spreco di denaro pubblico, considerato che il Comune paga coi soldi dei cittadini il servizio di cattura ed assistenza dei cani randagi, affidato alla cooperativa Maya di Ragusa. Solo per il 2011, questo servizio ha comportato una spesa di 40 mila euro, senza che il problema sia stato risolto.

L’Amministrazione comunale tiene in sostanza chiusa una struttura pubblica, capace di ospitare fino a quaranta cani randagi in dieci box, costata 80 mila euro stanziati dal ministero della Salute. Lo stesso ministero che, alla fine del 2010, ha finanziato al Comune altri 100 mila euro per l’ulteriore ampliamento del canile.

Evelin Floriddia (foto), impegnata nell’attività di volontariato per il recupero, la cura e la sistemazione in famiglia dei cani randagi, è stata colei che ha denunciato tutto questo spreco di denaro pubblico, supportata dal Partito democratico della quale è una giovane dirigente.

«È inaccettabile che – scrive in un documento Floriddia – un argomento così importante passi inosservato. Sul territorio proliferano gli abusivi, mentre l’amministrazione non ha ancora aperto il canile comunale già pronto ad ospitare 40 randagi e reso fruibile grazie ai finanziamenti pubblici. Tra l’altro – aggiunge – il canile abusivo situato a Marina Marza scoperto e sequestrato nei giorni scorsi, in modo probabile, è stato aperto in buona fede da cinofili che cercano di limitare il dilagante fenomeno del randagismo. In più – rincara la dose – si spreca denaro con il servizio di cattura ed assistenza dei cani randagi che ha comportato una spesa di 40 mila euro (solo per l’anno in corso), senza che il problema sia stato risolto. Questa situazione – spiega – ha indotto molti volontari ad agire da soli. In tanti, ad Ispica, danno il loro contributo con il soccorso, l’ospitalità temporanea, la costruzione di cucce, il reperimento di cibo e di una famiglia per decine e decine di randagi.

Il tutto a spese proprie, collezionando spesso insulti e battute ironiche fuori luogo da parte di chi dovrebbe provvedere: i volontari però non cediamo. Voglio sperare che – conclude – il sequestro di un canile abusivo renda chiaro all’amministrazione che l’apertura del canile comunale non è più rinviabile, dando un segnale di civiltà e di buona amministrazione di cui avvertiamo tanto il bisogno».