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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 909
ISPICA - 08/08/2011
Attualità - L’entusiasmo di issare la «Bandiera blu» ha condotto a questo errore

Questione di "dimensioni": gaffe ad Ispica sul Tricolore

La bandiera nazionale dovrebbe prevalere su qualsiasi altra bandiera e, invece, risulta più piccolo
Foto CorrierediRagusa.it

Il Comune non ha rispettato le regole che disciplinano le dimensioni e la modalità di esposizione della Bandiera nazionale. L’entusiasmo di issare la «Bandiera blu» ha condotto a questo errore: il tricolore dovrebbe prevalere su qualsiasi altra bandiera e, invece, risulta più piccolo nelle dimensioni (nella foto TUTTI I DIRITTI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA). E, poi, su due bandiere esposte, dovrebbe essere sempre posizionato a sinistra di coloro che la guardano, ma a Santa Maria del Focallo, dove sono state issate entrambe, risulta l’esatto opposto. Le regole che sanciscono le dimensioni della Bandiera ufficiale esposta all’esterno indicano che essa debba misurare tre metri per due, oppure quattro metri e mezzo per tre. Deve essere sempre esposta di giorno (se viene lasciata anche di notte va illuminata). Deve occupare il posto d’onore nel caso ci siano altre bandiere. E deve sempre essere in buono stato.

La bandiera nazionale non può essere mai esposta in posizione inferiore ad altre rispetto alle quali deve occupare la posizione privilegiata. Tutte debbono essere issate su un proprio pennone e tutti della stessa altezza. Le bandiere devono avere tutte la stessa dimensione o almeno la stessa larghezza ed essere issate tutte alla stessa altezza. Come anticipato, infine, quando le bandiere sono due, esposte accoppiate, quella nazionale occupa la posizione di sinistra rispetto all’osservatore. Lo stesso deve risultare anche qualora si usasse incrociare le aste.

Insomma, i rappresentanti dell’amministrazione comunale, i consiglieri e il sindaco stesso sono stati preda del facile entusiasmo scaturito dall’assegnazione della «Bandiera blu». Seppur prestigiosa, quest’ultima non ha alcun diritto di occupare il posto d’onore del Tricolore. La bandiera italiana è nata nel 1794, quando due studenti di Bologna, Giovanni Battista De Rolandis e Luigi Zamboni, tentarono una sollevazione contro il potere assolutista che governava la città da quasi 200 anni. Battista e Zamboni presero come distintivo la coccarda della rivoluzione parigina, ma, per non imitare la Francia, cambiarono il colore azzurro con il verde.

Il significato allegorico è comunque rimasto lo stesso: un Tricolore come traguardo di un popolo che mirava ad avere giustizia, uguaglianza e fratellanza. Tre obiettivi senza i quali non ci può essere dignità, democrazia e prosperità. Il «nostro» Tricolore riassume i naturali «Diritti dell’Uomo», le aspirazioni di tutte le genti, la volontà di chi crede nella propria nazione volta al progresso, con leggi adeguate, senza divisioni, stessi doveri e medesimi privilegi. Questo è scritto nella nostra bandiera, e questo è quanto sognavano quei due studenti che l´hanno ideata e difesa sino a sacrificare la loro ventenne vita al bieco assolutismo despota dei carnefici del potere.

La cronologia della nascita del Tricolore «risiede» in poche date. Il 14 novembre 1794 appare per la prima volta come coccarda puntata sugli abiti dei patrioti nella sommossa di Bologna. Il 18 maggio 1796 i colori di questa coccarda sono accettati da Napoleone, a Milano, e questi consegna alla Guardia civica, alla Legione lombarda e alla Guardia nazionale una bandiera a strisce verticali verde bianca e rossa. (Nel corso di questa cerimonia Napoleone specifica che questi tre colori provengono dalla coccarda della sollevazione bolognese, infatti, dice testualmente: "Visto che loro (i due studenti) hanno scelto questi tre colori, così siano".

Il 9 ottobre 1796 (18. vendemmiaio anno 5.) la Legione italiana, emanazione della Legione Lombarda, riceve da Bonaparte un Tricolore con la stessa composizione della coccarda di De Rolandis e Zamboni. Il 18 ottobre dello stesso anno (27. vendemmiaio) il senato riunito a Bologna e Modena decreta che sia creata una bandiera a bande verticali con questi tre colori, simbolo della nuova Repubblica Cispadana, prima tappa di una nuova Repubblica Italiana. Il 7 gennaio del 1797 a Reggio Emilia, i convenuti delle assise fanno proprio il nuovo stendardo e s’impegnano a che esso diventi universale.

La bandiera italiana è il Tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni, così definita dall´articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947. Il 7 gennaio di ogni anno la bandiera italiana è protagonista della giornata nazionale della bandiera, istituita dalla legge n. 671 del 31 dicembre 1996.


ISPICA E´ IN PADANIA?
08/08/2011 | 19.34.02
ARISTARK

E´ Bossi che consiglia il sindaco di Ispica sull´uso del Tricolore?