Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1346
ISPICA - 11/07/2011
Attualità - Il CpA si ribella al diktat palermitano

Consorzio Allevatori commissariato, è rivolta

Revocato l’incarico a Salvatore Criscione, i 300 soci non gradiscono

Il commissario regionale commissaria il commissario provinciale. E’ caos al Consorzio provinciale Allevatori Iblei (Cpa). Prima il commissariamento da parte dell’associazione regionale allevatori, Aras, che continua da mesi; i 300 soci del Cpa di Ragusa hanno dunque chiesto al commissario provinciale Salvatore Criscione di di ristabilire l’ordine democratico all’interno del Consorzio.

Criscione ha accolto la richiesta ed , ha operato la convocazione dell’assemblea degli Allevatori per il prossimo 25 luglio inoltrando, come dovuto, l’avviso di convocazione al Commissario Regionale ARAS, Alessandro Chiarelli.

Ad appena tre ore dalla trasmissione della convocazione, Chiarelli –ha revocato l’incarico di Commissario a Salvatore Criscione ed assumendo su di sé, ad interim, la carica di Commissario del CPA ragusano.

Chiarelli ha sostenuto che il commissario provinciale non aveva il potere di convocare l’assemblea e che a Ragusa non si sarebbe ancora realizzato il «ripristino della situazione ordinaria». Per i soci si tratta dell’
«ennesimo sopruso che tende a procrastinare lo strapotere di un elemento che nulla sa e nulla, del resto, vuol sapere del comparto zootecnico ragusano e che si cura –ignorando le prerogative altrui ed abusando delle proprie- esclusivamente di prolungare il più possibile la propria posizione trattenendo ben salda la poltrona che qualcuno gli ha assegnato.

Gli Allevatori Iblei non sono più disposti né a sopportare né ad aspettare: non è più tollerabile che, mentre i controllori scioperano da più di tre mesi e le funzioni istituzionali attribuite alle Associazioni di categoria, pur essenziali alla conduzione degli allevamenti, sono di fatto mal gestite o paralizzate, c’è chi si preoccupa di altro.