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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 827
ISPICA - 20/05/2011
Attualità - Protestano i lavoratori dei cantieri regionali

Comune di Ispica al verde e operai senza stipendio

Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo del Pd lo ripetono per l’ennesima volta: «Le finanze comunali sono al collasso»

Protestano gli operai addetti ai cantieri regionali. Si sono recati mercoledì scorso nel palazzo del Comune, domandando ad alta voce lo stipendio relativo al primo mese di lavoro: la presenza obbligatoria in cantiere impedisce loro di svolgere altri tipi di attività e il fatto di non esser pagati crea loro un danno.

Non si tratta dell’unico problema che attanaglia il Comune: l’amministrazione comunale non ha messo il Consiglio comunale nelle condizioni di approvare, entro aprile, il Conto consuntivo 2010, con la conseguenza che la Regione dovrà inviare un commissario straordinario per dirimere la questione. Un altro commissario che si aggiunge a quelli già insediati per il risarcimento di espropri pari a milioni di euro.

La protesta degli operai, i commissari regionali, la preoccupante situazione dei conti fuori controllo, dell’inutile spreco di denaro e delle tasse esorbitanti sono ancora una volta denunciate dai consiglieri comunali del Partito democratico, che si scagliano senza timore contro l’amministrazione comunale.

Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo lo ripetono per l’ennesima volta: «Le finanze comunali sono al collasso».

Il Comune non possiede quindi, più denaro. E, in modo probabile, i 45 mila euro dei quali parlava il sindaco Piero Rustico spesi per la manifestazione «Carotispica» hanno rappresentato l’ultima stangata alle esangui casse comunale.

Il quadro dipinto da Muraglie e Roccuzzo rappresenta una catastrofe finanziaria: «Gli stipendi degli impiegati comunali non pagati – scrivono in un documento – gli operai dei cantieri in rivolta, i fornitori in fila a reclamare i loro crediti, il conto consuntivo 2010 non approvato, il raddoppio della Cosap e le spese scellerate per Carotispica e per la ristrutturazione della piazza principale siano le prove di un uso scriteriato dei soldi pubblici».

Non è infatti un mistero, tra l’altro, che i dipendenti comunali ancora attendano gli stipendi di aprile. «Senza che all’orizzonte – scrivono ancora i due consiglieri – si intraveda l’accreditamento delle spettanze mensili: per coloro i quali la stipendio comunale rappresenta l’unico reddito, definire questo un disagio è un eufemismo. Estremamente critica – aggiungono – risulta poi la situazione delle decine di operai dei cantieri regionali che due giorni fa hanno dovuto protestare al Comune per chiedere il primo mese di lavoro: la presenza obbligatoria in cantiere impedisce loro di svolgere altri tipi di attività e il fatto di non venire pagati crea loro un danno notevole. I fornitori del Comune non liquidati da diversi mesi – aggiungono – sono un altro segnale di una crisi che l’amministrazione comunale si illude di combattere con l’aumento vertiginoso delle tasse».

Le tasse aumentate risultano infatti il Cosap, il canone per l’occupazione del suolo pubblico, addirittura raddoppiato con un provvedimento del sindaco, e con gli eventi dai costi astronomici. «Carotispica 2011 – rilevano i democratici – è in realtà costata quasi 60 mila euro: anche un bambino considera eccessiva una simile somma per il tipo di manifestazione che si è tenuta, peraltro a beneficio di ditte e fornitori forestieri. Una tendenza allo spreco che rasenta l’incoscienza se si considera la spesa di un milione e 800 mila euro per il rifacimento della piazza principale.

Lo stato dei conti è talmente in disordine che – proseguono – l’amministrazione non ha messo il Consiglio comunale nelle condizioni di approvare entro aprile il conto consuntivo per il 2010, con la conseguenza che la Regione dovrà nominare un commissario. Un altro commissario che – sottolineano – si aggiunge a quelli già insediati ed in via di insediamento per il risarcimento degli espropri per milioni di euro. Siamo seriamente preoccupati – concludono Muraglie e Roccuzzo –. È palese il disinteresse dell’amministrazione per la mancanza di politiche finanziarie rigorose, per l’eliminazione delle spese superflue e meramente clientelari, per l’aumento indiscriminato delle tasse, per i problemi arrecati a centinaia di famiglie».

Non è stato possibile raggiungere telefonicamente il sindaco Rustico e consentire il contraddittorio, in quanto si trovava fuori sede, trattenuto da importanti impegni lavorativi.