Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 859
ISPICA - 15/03/2011
Attualità - Ispica: il relitto è diventato un’attrazione turistica

Quell´imbarcazione abbandonata nell´Ispicese...

Il Pd ha inviato un documento al prefetto Cannizzo, domandando inoltre un intervento dell’Agenzia delle Dogane cui spetta il compito rimuovere e demolire il natante
Foto CorrierediRagusa.it

L’imbarcazione dei clandestini (nella foto), che giace da due anni sulla costa, è diventata un’attrazione turistica «caratteristica» della spiaggia ispicese. Viaggiatori veneti si sono divertiti ad immortalare l’inconsueto «monumento alla cultura», producendo un dossier di foto. Eppure, se l’amministrazione comunale avesse effettuato una richiesta di rimozione al prefetto, il natante sarebbe stato già prelevato dall’Agenzia delle Dogane diverso tempo fa.

I turisti del Nord – Est non sono stati gli unici a scattare foto del «barcone», anche i rappresentanti del Partito democratico ne hanno prodotte un numero considerevole e le hanno direttamente spedite al prefetto Francesca Cannizzo.

Se da un lato, quindi, temiamo che i gitanti veneti inoltrino alla redazione di «Striscia la notizia» le immagini della decadenza del Sud, dall’altro, il Pd ne ha già consegnato le prove alle autorità. Il barcone è arenato da due anni nella spiaggia di Punta Castellazzo, deturpandone il paesaggio, senza che nessuno se ne occupi. Su quella imbarcazione (era la vigilia di Pasqua del 2009), giunsero sulle coste ispicesi oltre trecento immigrati clandestini di nazionalità somala.

Il fatto è stato già denunciato sulla stampa, ma chi di dovere ha fatto orecchie da mercante. Il Pd ha quindi inviato un documento al prefetto Cannizzo, domandando inoltre un intervento dell’Agenzia delle Dogane cui spetta il compito rimuovere e demolire il natante. La richiesta scaturisce da motivi soprattutto igienici.

L’imbarcazione, infatti, pur trovandosi ancora in discrete condizioni strutturali, a distanza di due anni, è divenuto ricettacolo di immondizia, dimora di topi ed animali randagi che possono costituire un pericolo per i diversi frequentatori della spiaggia di Punta Castellazzo, fra le più suggestive della Sicilia sudorientale.

«Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni – scrive in un documento il segretario del Pd Gianni Stornello – da parte di assidui frequentatori della spiaggia di Punta Castellazzo sulla presenza di questo barcone che stimola sicuramente molta suggestione per ciò che ha rappresentato per i trecentoventuno immigrati, fra i quali c’erano quarantasette donne e sei bambini, e per noi stessi, richiamandoci al dovere della solidarietà e dell’accoglienza. Il problema sta nel fatto che – spiega – a distanza di due anni il relitto è ormai in condizioni igieniche precarie.

Abbiamo avviato una serie di contatti prima con la Capitaneria di Porto e poi con l’Agenzia delle Dogane che deve procedere alla rimozione, ora che non è più sotto sequestro. C’è la possibilità di una procedura rapida in tal senso se a chiederla è la prefettura, alla quale ci siamo rivolti. Contiamo – conclude – sulla sensibilità del Prefetto al fine di eliminare dalla spiaggia quello che può essere un simbolo evocativo dei vari aspetti dell’immigrazione, ma che è anche un potenziale pericolo che è meglio non avere».