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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1038
ISPICA - 15/03/2011
Attualità - Ispica: dal consultorio bisogna spostarsi all’ospedale Maggiore di Modica

Niente più ecografia ginecologica ad Ispica: è protesta

La sanità ispicese ha sempre funzionato a singhiozzi e questo fatto ne risulta l’ennesima, inconfutabile prova, secondo la denuncia effettuata dall’Adiconsum

L’ecografia ginecologica non è più un servizio fruibile nel consultorio. Bisogna spostarsi a Modica per poterne usufruire. Si tratta di un paradosso: non si esegue più ad Ispica l’ecografia ginecologica, mentre a Modica la si effettua all’ospedale «Maggiore», al consultorio familiare ed ora, avendo sottratto il servizio al comune vicino, anche nel presidio di Modica Alta.

La sanità ispicese ha sempre funzionato a singhiozzi e questo fatto ne risulta l’ennesima, inconfutabile prova, secondo la denuncia effettuata dall’Associazione a difesa dei consumatori e dell’ambiente (Adiconsum).

Gianni Cerruto, presidente dell’Adiconsum, scrive in un documento:«Sono pervenute agli sportelli dell’associazione diverse segnalazioni sul caso ispicese che ci hanno lasciati perplessi. Abbiamo voluto capire meglio quanto sia accaduto, addivenendo ad una conclusione: le donne di quella città sono diverse, cioè non hanno le stesse esigenze delle donne degli altri comuni della provincia e, quindi, non hanno gli stessi diritti».

Risulta inquietante quanto affermato provocatoriamente da Cerruto, che, senza mezzi termini, spiega nel comunicato quanto accade ad Ispica da tre mesi a questa parte.

Uscendo dalle metafore, il presidente dell’Adiconsum denuncia che, «dal mese di gennaio scorso, il servizio di ecografia ginecologica, svolto al consultorio di Ispica da diversi anni, è stato trasferito a Modica. Infatti – scrive Cerruto – ci dicono i cittadini ispicesi che il dirigente ginecologo è stato trasferito a Modica ed il collega che è subentrato non esegue questo esame e nessuno ne conosce il motivo.

Non è difficile – prosegue – comprendere l’importanza di questo esame rivolto alle donne ed in alcuni casi anche agli uomini. Pertanto, ci troviamo adesso nella condizione che, nella città di Ispica, non si esegue più l’ecografia ginecologica, mentre a Modica, citando solo un esempio, è possibile ricevere questo servizio dall’ospedale, dal consultorio familiare ed ora, avendo sottratto il servizio a Ispica, anche dal presidio di Modica Alta: la partita viene definitivamente chiusa con un tre a zero per Modica; ecco perché le donne di Ispica sono diverse. La sanità pubblica non ha nessun ritegno – conclude imperterrito – nel momento in cui priva una città di un importante servizio come questo».

Cerruto pretende chiarezza e domanda «a chi di dovere un’esauriente risposta sul caso Ispica. Non crediamo che – afferma – si sia fatta rientrare questa operazione nel piano di risanamento della sanità iblea, adottando il solito sistema di risparmiare, eliminando. Oppure, nella migliore delle ipotesi, decentrando i servizi essenziali senza un minimo di progettualità e di programmazione».